informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Accise sulla benzina: quello che c’è da sapere

Commenti disabilitati su Accise sulla benzina: quello che c’è da sapere Studiare a Benevento

Anche oggi il pieno di carburante alla macchina o alla moto si è fatto sentire? In buona parte dipende dalle accise sulla benzina – o più in generale, dalle accise sui carburanti. Certamente ne avrai sentito parlare, e neanche poco, ma probabilmente avrai le idee confuse perché è un argomento molto dibattuto. Ma non c’è problema: lo staff di Unicusano Benevento ti aiuterà anche in questo. Continua a leggere e scopri quello che c’è da sapere sulle accise sulla benzina.

Cos’è un accisa

In scienza delle finanze per accisa s’intende un’imposta sulla fabbricazione e vendita dei prodotti di consumo. In Italia sono soggetti ad accisa gli oli minerali e i loro derivati, l’alcool e le bevande alcooliche, i fiammiferi, i tabacchi lavorati, l’energia elettrica, il gas metano e gli oli lubrificanti.

La differenza tra una tassa ed un’accisa

Una tassa è un tributo versato allo Stato per un servizio reso ai privati. L’accisa è un’imposta ce ha a che fare con la vendita e la produzione di un bene: per ogni quantitativo stabilito di quest’ultimo, si prevede a calcolare una percentuale che è sottoposta ad accisa. Quindi possiamo dire che le tasse sono imposte dirette, mentre le accise sono imposte indirette.

Le accise sulla benzina e sugli altri carburanti

Le accise sulla benzina, rispetto alle addizionali sugli altri carburanti, sono le più care. Dal 1 gennaio 2013 i valori rimangono immutati e sono:

  • 0,728 €/litro per la benzina;
  • 0,61 €/litro per il diesel;
  • 0,14 €/litro per il gpl

che sono i tre carburanti più diffusi nella nostra nazione.

Nei primi sei mesi di quest’anno, sono entrati nelle casse dello stato ben 11 miliardi di euro dalle accise sui carburanti, mantenendo i valori simili a quelli dello scorso anno, quando in totale dalle accise sono entrati 25,7miliardi di euro. Ecco perché, più in generale, le accise sui derivati energetici rappresentano la quarta voce tra le entrate tributarie dello stato.

Prezzo della benzina: quanto costa veramente?

Se hai un mezzo di trasporto a benzina, ecco un po’ di numeri che possono interessarti.

Al 10 settembre il prezzo medio rilevato per 1 litro di benzina è di 1,643 €/litro. Il 62% di questa cifra – pari a 1,025 €/litro – sono tasse, di cui come detto 0,728 €/litro vanno per le accise sulla benzina, mentre 0,297 €/litro vanno in IVA (22%).

Possiamo quindi dire che, senza tasse dirette o indirette ed approssimando il più possibile – un pieno da 60€ di benzina in verità ti costerebbe 25€.

Quali sono le accise sui carburanti

Nonostante spesso si dica che con le attuali accise sulla benzina sugli altri prodotti energetici pensino ancora vecchie imposte necessarie per finanziare guerre o ricostruzioni, non è del tutto vero. Le imposte in questione erano:

  • 0,000981 € per la guerra in Etiopia del 1935-36;
  • 0,00723 € per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 € per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 € per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 € per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 € per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0, 0387 € per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 € per il finanziamento della guerra del Libano del 1983.

Dagli anni ’90 ad oggi

Nel 1995, con il un provvedimento del Governo Dini che ha istituito il Testo unico delle accise, queste imposte sono state abolite, a favore di un unico capitolo di spesa generale dello Stato.

Dopo la metà degli anni ’90 sono state introdotte altre accise:

  • 0,0114 € per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 € per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 € per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 € per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 € a 0,0055 € per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 € per far fronte all’arrivo degli immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 € per l’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana nel 2011:
  • 0,082 € per il decreto “Salva Italia” del 2011;
  • 0,02 € per i terremotati dell’Emilia del 2012.

Dal 2013, tutte queste accise sono state rese strutturali dalla legge di stabilità del 2013: ciò significa che non sono più suddivise in scopi specifici ma vanno a sommarsi in un’unica imposta necessaria a far fronte alle diverse spese dello Stato. Inoltre, è anche utile sapere che dal 1999 le singole regioni possono imporre un’accisa autonoma sulla benzina.

A cosa servono

Come hai letto, le accise hanno avuto lo scopo di far fronte alle numerose emergenze di cassa dello Stato: terremoti, calamità naturali e – negli ultimi tempi – crisi umanitarie sono l’esempio più lampante. Ma sono state utili anche per migliorare le condizioni di lavoro di alcune categorie di lavoratori e per importanti provvedimenti per contrastare l’inquinamento causato dalle fonti di energia non rinnovabili. Quindi sì, sicuramente hanno un impatto molto forte sulla spesa per fare carburante, ma va anche detto che fanno fronte a spese particolarmente utili per la comunità.

Accise ed economia

L’attuale Governo vorrebbe – e potrebbe – tagliare le accise sulla benzina. Un provvedimento molto utile per i cittadini, ma di fatto sarà difficile trovare una copertura degna dell’entrata che garantiscono. Inoltre l’Unione Europea impone agli stati membri una quota minima di accise sui carburanti più inquinanti, sotto la quale non è possibile andare. Vedremo come andrà a finire.

Ti piacerebbe avere tutte le conoscenze necessarie in materia di diritto tributario internazionale, europeo e comparato per poterti cimentare nella pianificazione tributaria delle operazioni economiche e finanziarie internazionali? Con il Master di I Livello in Pianificazione Tributaria Internazionale potrai avere tutta la preparazione necessaria per confrontarti con queste problematiche.

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali