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Analisi del testo poetico: ecco come si fa

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L’analisi del testo poetico è uno dei grandi classici che tutti i professori di lettere chiedono ai propri studenti. È anche la scelta più amata da chi ha un approccio più analitico che creativo alla scrittura, quando si deve fare un compito con più tracce.

Infatti basta seguire pochi passaggi – che non cambiano quasi mai – e tenere a mente alcune cose e il gioco è fatto. Sapevi che è anche la tipologia A della prima prova della maturità? Magari questo post può tornarti utile per prepararti al meglio e allenarti per affrontare l’esame.

Leggi i consigli dello staff di Unicusano Benevento per fare l’analisi di una poesia in maniera perfetta!

Cos’è l’analisi del testo poetico

L’analisi del testo poetico è la spiegazione di ogni aspetto che caratterizza una poesia. Immagina di dover spiegare tutto a qualcuno che non ne sa assolutamente niente, tenendo conto del fatto che anche il più minimo dettaglio può essere fondamentale per descriverla nel migliore dei modi.

Tutto ciò che hai studiato a riguardo fino a quel momento sarà fondamentale, sia per parlare di come è stato strutturato il testo in sé, sia per quanto riguarda il periodo storico, la vita, le esperienze e lo stile dell’autore.

Sarà un lavoro che ti richiederà un approccio schematico e logico: per questo sarà fondamentale che tu abbia le idee ben chiare su tutto il contesto che ha portato alla stesura di quella poesia.

Tutti i passaggi fondamentali

Al solo sentir parlare di rime poetiche, endecasillabi e sineddoche ti blocchi e non sai da dove partire? Già per il fatto che sei qui a leggere puoi tirare un sospiro di sollievo: insieme ripasseremo per filo e per segno tutti i passaggi da affrontare e il loro ordine preciso.

1. Leggi la poesia e comprendine il significato

Ti sarà stato dato sicuramente un testo da leggere. Lo conosci perché lo hai già studiato? Bene, ti sarà decisamente d’aiuto. Se però così non fosse, prenditi un attimo per leggerlo con attenzione. Ricorda: non è un testo in prosa, quindi non limitarti al senso stretto delle parole, ma vai oltre. Sicuramente per il poeta avevano dei significati nascosti: tenere a mente la sua storia personale ed il suo stile potrebbe aiutarti a coglierli più facilmente.

2. Fai la parafrasi

La parafrasi è la riscrittura del testo in termini più semplici. Dovrai rendere i versi più comprensibili senza modificarne il significato, per mettere nero su bianco ciò che hai capito.

Bastano pochi passi per fare una parafrasi perfetta di un testo poetico:

– dividi il testo in base alla punteggiatura e mai in base ai versi o alle strofe (una frase può iniziare in uno e terminare in quello successivo).
– individua l’ordine corretto delle parole. Ovviamente il poeta può aver costruito i versi sulla base di rime poetiche, per dare risalto ad una determinata parola, oppure per rispettare una metrica precisa. Quindi la cosa che dovrai fare ora è dare un ordine alle parole individuando soggetto, verbo e complementi per poi capire a cosa fanno riferimento aggettivi e avverbi.
– individua le figure retoriche ed i termini arcaici per rendere definitivamente più chiaro il testo poetico. Le prime andranno spiegate, i secondi sostituiti con dei termini più semplici.
– riscrivi il testo in prosa, ora che dovrebbe iniziare ad avere una forma più diretta.

3. Individua la tipologia di verso

A seconda del numero di sillabe che li compongono, i versi di una poesia si dividono in parisillabi ed imparisillabi. Dunque, possono essere quadrisillabi, quinari, senari, settenari, ottonari e novenari. Fai attenzione però: come saprai il conteggio delle sillabe tiene conto degli accenti e non funziona come un normale conteggio in italiano!

4. Individua la tipologia di strofa

Ogni strofa, a seconda del numero di versi che la compongono, può essere: un distico (due versi), una terzina (tre versi), una quartina (quattro versi), una sestina (sei versi) e un’ottava (otto versi).

5. Individua lo schema di rima

Spesso le poesie sono scritte in versi liberi, ma le rime poetiche caratterizzano molti testi che potrai dover analizzare. Individuarne lo schema è veramente semplice:
prendi in considerazione la parola alla fine di ogni verso e associa ad ogni suono una lettera diversa dell’alfabeto. A suoni uguali corrisponderanno lettere uguali.
Alla fine ti ritroverai di fronte ad uno di questi schemi:
AA BB CC (rima baciata), ABC ABC (rima ripetuta), ABAB (rima alternata), ABA BCB (rima incatenata), ABBA (rima incrociata) o ABC ACB (rima invertita).

Attenzione alla rima interna! Può capitare che qualche poeta abbia inserito delle rime particolari in cui la parola finale di un verso farà rima con una a metà del verso successivo.

6. Individua le figure metriche

Ricordi il computo delle sillabe? Se la poesia di cui stai facendo l’analisi è composta da endecasillabi ma non tutti i versi effettivamente contano undici sillabe allora c’è una figura metrica.
Esistono due tipologie di figure metriche:
sinalefe e dialefe – quelle che agiscono sulle sillabe tra due parole vicine. La sinalefe fa sì che le vocali di due parole diverse vadano a formare un’unica sillaba metrica. La dialefe fa in modo che la vocale finale di una parola e quella iniziale della parola successiva rimangano separate nel computo metrico.
Sineresi e dieresi – quelle che agiscono sulle sillabe all’interno di una parola. La sineresi fa sì che nel computo metrico due sillabe formate da due vocali vengano contratte e quindi devi conteggiarne una sola. La dieresi è esattamente il contrario della sineresi e spesso è indicata con due puntini vicini aggiunti sopra la prima delle due vocali.

7. Individua le figure fonetiche

Le figure fonetiche sono quelle che riguardano il suono. Spesso in un testo poetico di cui fare l’analisi determinati suoni corrispondono a veri e propri significati perché il poeta può utilizzarli per esprimere una particolare sensazione o stato d’animo. Le principali figure fonetiche sono: allitterazione (quando lo stesso suono si ripete più volte nel verso), assonanza (quando due parole – in genere le ultime del verso – hanno le stesse vocali a partire dall’ultima vocale accentata), consonanza (quando due parole – in genere le ultime del verso – hanno le stesse consonanti a partire dall’ultima vocale accentata), onomatopea (quando il poeta imita i suoni della natura con le parole) e paronomasia (quando parole con un suono simile vengono accostate).

8. Individua le figure retoriche

Le figure retoriche sono quelle che riguardano il significato della poesia. Le principali figure retoriche sono: allegoria (quando qualcosa viene sostituito con un elemento affine sulla base di convenzioni filosofiche o metafisiche), antonomasia (quando si attribuisce ad un nome proprio un significato attribuibile ad altri soggetti o quando qualcuno è indicato attraverso una caratteristica che lo contraddistingue), iperbole (quando un concetto è espresso in termini volutamente esagerati), metafora (quando al posto di un termine se ne usa un altro avente la sua stessa “essenza”), metonimia (quando una parola è sostituita da un’altra che ha una relazione a livello logico o materiale), perifrasi (quando anziché usare un termine specifico si usa un giro di parole che lo descrive), personificazione (quando vengono attribuite caratteristiche umane a qualcosa che non è umano), similitudine (è il paragone tra due immagini, spesso introdotto da “così…come”), sineddoche (quando una parola è sostituita da una con cui ha una particolare relazione) e sinestesia (quando vengono accostati termini appartenenti a sfere sensoriali diverse).

9. Individua le figure retoriche di parola

Sono quelle che riguardano l’ordine delle parole all’interno dei versi e sono utilizzate per dare un particolare risalto ad un determinato passaggio. Le principali sono: anafora (quando una parola è ripetuta all’inizio di frasi o di versi successivi), chiasmo (quando c’è uno scambio immaginario tra due coppie di parole secondo lo schema AB-BA), enumerazione (quando c’è un elenco di termini uniti tra loro senza o con congiunzione), climax (quando frasi, sostantivi e aggettivi sono disposti secondo un’intensità ascendente o discendente), iperbato (quando un elemento è spostato rispetto alla sua posizione canonica nella frase) e anastrofe (inversione di due elementi rispetto all’ordine naturale in cui dovrebbero comparire in una frase).

10. Fai il commento

Questa è la parte finale dell’analisi di una poesia ma forse anche quella in cui puoi dare il meglio di te. Dai una tua opinione sulla base di quanto fatto finora e dimostra quanto vali!

E ora che sai quali sono i passaggi per fare l’analisi di un testo poetico, non ti resta che metterli in pratica!

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