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Cosa sono le emozioni: quello che devi sapere

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Cosa sono le emozioni? Cosa scatenano nel nostro cervello? Come fare a destreggiarsi nel mare magnum delle sensazioni? E anche: come studiarle, comprenderle, padroneggiarle?
emozioni definizione
In questo articolo lo staff della Università Niccolò Cusano di Benevento vuole fornire la definizione di emozione e non solo: anche offrire agli studenti un ventaglio di opzioni per avvicinarsi allo studio e all’analisi delle emozioni.

Ma iniziamo dal principio e vediamo delle emozioni definizione precisa:

processo interiore suscitato da un evento-stimolo rilevante per gli interessi dell’individuo. La presenza di un’emozione si accompagna a esperienze soggettive (sentimenti), cambiamenti fisiologici (risposte periferiche regolate dal sistema nervoso autonomo, reazioni ormonali ed elettrocorticali), comportamenti ‘espressivi’ (postura e movimenti del corpo, emissioni vocali).

In risposta alle emozioni si verificano modifiche fisiologiche, che sono adattive in quanto permettono di mobilizzare le energie in maniera rapida e di far fronte a una situazione di emergenza. Queste modifiche di breve durata fanno parte delle reazioni di allarme presenti in tutte le situazioni di stress: tuttavia, se gli stress sono di lunga durata, alla reazione di allarme segue una fase di mantenimento e infine di esaurimento. Alcune modifiche fisiologiche che si verificano durante la fase di eccitazione delle e. possono essere misurate e costituiscono un indice di alcune emozioni: per esempio, è possibile registrare le variazioni della pressione arteriosa o del ritmo cardiaco e correlarle con gli effetti di alcuni stimoli emotivi. (Enciclopedia Treccani).

Ci sono diverse teorie, comunque, sull’origine psicofisica delle emozioni: vediamole in breve…

Teorie di correlazione fisico-emozioni

Secondo gli studiosi W. James e da C.G. Lange, le emozioni (e quindi i cambiamenti neurologici) partono dalla percezione delle risposte dell’organismo a stimoli esterni. In situazioni – ad esempio – di paura, rabbia felicità o tristezza – il nostro organismo risponde con reazioni viscerali indotte dal sistema autonomo. D’altra parte, altre teorie, affermano che da sensazioni esterne, le emozioni si verificano a livello di tessuti encefalici che – di conseguenza – attivano le funzioni viscerali.

Teorie cognitivistiche

Altre sono le teorie in merito alla nascita delle emozioni di stampo cognitivista. Gli studiosi S. Schachter, R.S. Lazarus e N. Frijda, sostengono che le emozioni sarebbero soltanto in parte basate sulle modifiche indotte dall’esterno bensì per lo più sono da considerare come legate a filo doppio con i meccanismi cognitivi. Secondo altri studi, invece, le emozioni sarebbero stati discreti, universali e, in sostanza, innati nell’uomo.

Dopo averne letto queste esaustiva definizioni e questi differenti approcci, possiamo comunque dire che le emozioni sono ciò che governa il nostro essere e delinea l’uomo per ciò che è e lo differenzia da tutti gli altri organismi più o meno sviluppati presenti sul Pianeta.

Infatti, nel corso dell’ultimo secolo si è affermata la teoria secondo la quale le emozioni sono risposte adattive dell’organismo alle sollecitazioni ambientali.

Dunque, le emozioni hanno reali funzioni adattive e all’interno dei rapporti tra esseri umani in quanto determinano i cambiamenti fisiologici dell’organismo (situazione pericolosa/sentimento di paura/ stimolo alla fuga, per fare un esempio) e regolano le relazioni interpersonali, comunicando agli altri per mezzo delle espressioni corporee (metalinguaggio).

Il linguaggio sociale delle emozioni è stato studiato nel corso degli ultimi anni e ancora è tema di dibattito.

C’è poi da fare un ulteriore distinguo tra emozioni primarie, cioè quelle innate e presenti in ogni popolazione, e le emozioni secondarie che originano dalle primarie e nascono dall’interazione sociale.

Dunque emozioni come rabbia, paura, tristezza, gioia, sorpresa, disprezzo e disgusto, sono universali mentre altre (allegria, invidia, vergogna, ansia, rassegnazione, gelosia, speranza, perdono, offesa, nostalgia, rimorso e delusione) sono più complesse e hanno bisogno di più elementi esterni o pensieri eterogenei per essere attivate.

Studiare le emozioni in contesti di lavoro: ecco i master dedicati

Dopo questo brevissimo compendio delle emozioni – semplificato e non certo ai livelli di un manuale di psicologia – lo staff dell’Università Niccolò Cusano ha intenzione di specificare come è possibile addentrarsi nel mondo della psicologia con competenza e professionalità.

La Unicusano di Benevento – proprio per questo – mette a disposizione di neolaureati ma anche di addetti ai lavori che hanno interesse nell’ampliare ed aggiornare le proprie conoscenze diversi master online nell’area psicologica.

Interessante, ad esempio, è la formazione offerta dal master in Mediazione Interculturale che offre una formazione specialistica per cogliere le sfide e le opportunità di un contesto pluralistico e multiculturale, in modo tale da individuare potenziali opportunità di crescita e di arricchimento nella mediazione in situazioni conflittuali.

Ovviamente lo studio delle emozioni secondarie e il loro diverso sviluppo a seconda della società e del vissuto è fondamentale per comprendere il “diverso” e per trovare dei punti in comune e delle strategie comunicative vincenti e durature.

Ma lo studio delle emozioni è fondamentale anche per coloro che vogliono diventare mediatori di famiglia. In questo caso, il master in mediazione familiare ha il compito di formare professionisti in grado di accompagnare la Coppia verso una separazione non distruttiva e attenta ai diritti dei minori, ha anche il compito di valutare l’effettiva “volontà” della coppia a giungere alla separazione.

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