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Pedagogia speciale: che cos’è

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La pedagogia speciale è una branca della pedagogia che si occupa delle persone che hanno bisogni speciali.

Molti giovani, soprattutto nel contesto educativo, sono in una condizione che richiede un aiuto in più e a volte può capitare che rimangano indietro o che vengano esclusi a causa delle loro differenze culturali e/o psicofisiche.

Ti piacerebbe poterli affiancare ed accompagnarli nella costruzione del loro progetto di vita?

Vuoi lavorare in un settore che richiede competenze sulla pedagogia speciale? Oppure già lo stai facendo, ma vuoi approfondire la materia?

Lo staff di Unicusano Benevento ti spiegherà cos’è la pedagogia speciale e come fare per specializzarsi!

Che cos’è la pedagogia

La pedagogia è la disciplina che studia i processi dell’educazione e della formazione umana.

Che significa pedagogia

Il termine pedagogia deriva dall’unione delle parole in greco antico παιδαγογια generare bambini, procreazione – παιδος – bambino – e αγω – guidare, condurre, accompagnare.

Già nell’antica Grecia, infatti, c’era una persona – ovviamente nelle classi più abbienti – che si occupava esclusivamente di accompagnare il bambino nel tragitto tra casa e la suola: era uno schiavo e veniva chiamato il pedagogo.

Successivamente alla conquista da parte di Roma della Grecia, venne chiamato paedagogus lo schiavo greco che non solo si occupava di accompagnare i bambini verso la scuola, ma insegnava loro anche la lingua greca.

Col tempo però la parola paedagogus prese il significato più completo di insegnante, senza tener conto dello stato status sociale della persona. Era colui che assisteva i giovani finché questi non indossavano la toga virile, cioè a 17 anni.

Durante il medioevo il pedagogo tornò ad essere uno schiavo, ed aveva il compito di insegnare a giovani principi e cortigiani semplicemente a leggere e scrivere.

Nei secoli a seguire con il termine pedagogo si è chiamato il precettore, l’istruttore, la persona a cui è affidata l’educazione di un giovane.

Un po’ di storia della pedagogia

La pedagogia si afferma nell’antica Grecia con i sofisti, iniziatori del pensiero pedagogico in occidente. Poi Socrate, Platone, Aristotele ed Epicuro sviluppano un pensiero sull’importanza dell’educazione del singolo come valore per la comunità.

Con il Cristianesimo, le basi dell’educazione cambiano. L’imitazione del Cristo diventa il caposaldo della formazione di una persona e solo con l’inizio dell’Umanesimo e del Rinascimento l’istruzione e la cultura tornano ad essere considerate forme di preparazione alla vita in comunità.

L’illuminismo legherà la formazione al giudizio, sostenendo che solo chi ha allenato la propria memoria con lo studio, avrà potenziato il proprio pensiero in maniera tale da poter giudicare.

Nei secoli a venire e con la concentrazione dei più grandi pensatori e filosofi sul Sé, la pedagogia inizierà a legarsi con la psicologia e si svilupperanno le teorie fondamentali che ancora oggi regolano il pensiero a riguardo.

Tutto ciò ha fatto sì che sia più comune parlare di pedagogista, cioè lo studioso di pedagogia, piuttosto che di pedagogo.

Cosa fa il pedagogista

Il pedagogista è la persona che si occupa di processi educativi e formativi insieme all’educatore professionale socio-pedagogico nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali.

Oggi possiamo dire che l’educazione, secondo i modelli teorici elaborati dai pedagogisti si basa su:

il sapere – conoscenze teoriche;

il saper fare – conoscenze pratiche;

il saper essere

e il saper divenire – il modo in cui un individuo mette in campo tutte le sue risorse per essere in una continua proattiva trasformazione.

La pedagogia speciale

La pedagogia speciale nasce in Francia tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 grazie a Jean Marc Gaspard Itard che in seguito al ritrovamento di un bambino nelle foreste, portò avanti con convinzione la sua educazione nonostante i deficit a livello cognitivo-linguistico, motorio e socio-affettivo del piccolo.

Così come la pedagogia generale risponde ai bisogni universali dell’educazione dell’umanità, la pedagogia speciale cerca di rispondere ai bisogni speciali, ovvero tutti quei bisogni che necessitano di un grado di attenzione particolare.

Cos’è un bisogno speciale

Nel 1977 l’Unesco ha definito il concetto di Bisogno Educativo Speciale

“Un Bisogno Educativo Speciale è una qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo e apprenditivo, espressa in un funzionamento problematico anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dall’eziologia e che necessita di educazione speciale.”

Quindi di fatto la pedagogia speciale è il “completamento” della pedagogia generale: la crescita delle persone nelle migliori condizioni ne è sempre il fondamento, però aggiunge la ricerca teorica e pratica delle risposte a necessità particolari.

La pedagogia speciale nelle scuole italiane

L’Italia vanta uno dei più onorevoli primati: aver fatto entrare per prima nelle scuole comuni alunni con problemi fisici e psichici anche gravi.

Già nell’articolo 34 della nostra costituzione è scritto:

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Ma il percorso che ha portato all’abolizione delle scuole speciali e delle classi differenziali è iniziato con la legge 118 del 1971 che prevedeva l’inserimento nelle classi comuni di bambini con lievi disabilità, lasciando però a loro “l’arduo compito di adeguarsi alla didattica che trovavano”.

La legge 517 del 1977 è la prima legge italiana che regola in modo completo l’integrazione scolastica, e con questo traguardo s’inizia ad avvertire l’esigenza di formare dei docenti con competenze specifiche.

Le figure lavorative

Oltre al pedagogista di cui ti abbiamo già parlato, ci sono molte altre figure lavorative che possono richiedere una specializzazione nell’ambito della pedagogia speciale.

L’insegnante di sostegno è una di queste. È un docente specializzato nella didattica speciale per l’integrazione di alunni diversamente abili: a differenza di quanto si può credere, non è l’insegnante personale del ragazzo con handicap, ma un docente incaricato di favorire e realizzare il processo d’integrazione nella classe. Per questo è importante che sia soprattutto un mediatore pedagogico.

Il Master in Nuove Strategie Educative per una didattica inclusiva

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Partecipando al Master potrai diventare un professionista altamente specializzato in possesso delle competenze psico-pedagogiche atte a promuovere esperienze educative inclusive e favorire l’inserimento, in particolar modo, di tutti quegli studenti che sono a maggior rischio di esclusione per differenze culturali e/o psicofisiche.

Per accedere al Master basta avere un diploma di laurea, un diploma di laurea di primo livello o una laurea magistrale o specialistica conseguita secondo l’ordinamento antecedente e successivo al DM 509/99.

Il Master ha durata annuale e propone un percorso formativo articolato in:

    • lezioni in modalità e-learning
    • project work e studio/lavoro individuale
    • eventuali verifiche intermedie.

Quindi anche se già lavori, non avrai problemi a seguire le lezioni e portare avanti il tuo studio perché potrai tranquillamente organizzare il tuo tempo come meglio preferisci.

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