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Le 5 cose che non sai di ingegneria gestionale

Commenti disabilitati su Le 5 cose che non sai di ingegneria gestionale Vita Universitaria

Stai pensando di iscriverti al corso di laurea in ingegneria gestionale? Si tratta di un’ottima scelta, perché affronterai un percorso di studi interdisciplinare, ricco di spunti e dalle molteplici possibilità lavorative. Ma prima di iscriverti a questo corso di laurea, sei sicuro di sapere cosa fa un ingegnere gestionale?

Ecco quindi 5 cose che non sai di ingegneria gestionale e che dovresti sicuramente sapere prima di iscriverti a questo corso di laurea.

1. Chi è l’ingegnere gestionale?

L’ingegnere gestionale è una figura che si pone come punto di raccordo tra tecnici e manager: il suo compito è progettare interventi di business migliorativi per l’azienda in cui opera, o per una business unit di quest’ultima, per guidarla verso il raggiungimento delle cosiddette best practice.

Solitamente l’ingegnere gestionale opera in un contesto trasversale rispetto ai diversi settori dell’azienda e possiede una mentalità e una preparazione multidisciplinare, flessibile e sistemica, che gli consentono di governare la dinamica e l’ottimizzazione dei processi, oltre a garantire una gestione efficiente dell’impresa, sia dal punto di vista organizzativo che economico.

2. Come lavora un ingegnere gestionale

Sono davvero molti gli aspiranti studenti, e non solo, che si chiedono a cosa serve l’ingegneria gestionale e quali sono le mansioni fondamentali di un ingegnere gestionale.

Le attività svolte da un professionista in questo settore possono riguardare:

  • l’organizzazione aziendale, che comprende l’analisi dei processi, dei costi, delle prestazioni del personale impiegato e quindi la pianificazione e l’organizzazione delle attività, la gestione e il coordinamento dei team di progetto, attività di problem solving, la gestione degli stakeholders e della customer satisfaction
  • il controllo di gestione, ossia la verifica dei costi dei processi adottati all’interno dell’azienda, il budgeting e il monitoring di programma
  • il controllo di qualità, che comporta la verifica della correttezza delle procedure in vigore, la corretta applicazione di tali procedure ai processi aziendali e il mantenimento di queste procedure, oltre al controllo della qualità dei servizi e dei prodotti forniti e della sicurezza delle procedure aziendali
  • la gestione dei progetti di innovazione, ristrutturazione e investimento, al fine di ottimizzare la produzione dell’impresa
  • la pianificazione delle strategie dell’impresa o del settore societario di riferimento
  • la progettazione e la gestione operativa dei sistemi produttivi e logistici
  • la gestione dei rischi di impresa, ossia l’identificazione e valutazione di tali rischi e quindi l’individuazione di azioni correttive e l’assegnazione di priorità e il successivo monitoraggio.

3. In cosa si distingue l’ingegneria gestionale dagli altri corsi in ingegneria?

ingegneria gestionaleLa specializzazione in ingegneria gestionale si differenzia dalle altre branche dell’ingegneria perché forma professionisti con una visione sistemica dell’impresa e del contesto in cui questa opera, in possesso di conoscenze approfondite delle tecniche decisionali e delle strategie di impresa, che è in grado di esaminare non solo grazie all’utilizzo di competenze economiche, ma con un approccio misto di tipo matematico e tecnologico.

Si tratta di una professione molto richiesta nel mercato del lavoro, in particolare dalle società medio-grandi, proprio perché l’ingegnere gestionale è la sola figura in grado di compiere un’analisi unitaria e complessa della gestione aziendale, in possesso delle competenze per costruire e applicare modelli di intervento per risolvere le problematiche di un’impresa e aumentarne la produzione.

Per esercitare la professione è sufficiente una laurea triennale in Ingegneria Gestionale, tuttavia le aziende richiedono sempre più spesso professionisti in possesso di una laurea specialistica, che quindi può offrire maggiori sbocchi lavorativi. L’esame di Stato e l’iscrizione all’Albo presso l’Ordine degli Ingegneri è sicuramente un valore aggiunto, ma non è obbligatorio per esercitare, a meno che non si dedica di lavorare come liberi professionisti.

4. Cosa si studia ad ingegneria gestionale?

I corsi di laurea in ingegneria gestionale hanno un piano di studi piuttosto ampio e complesso, imprescindibile per formare una figura professionale così completa e stabile.

Tra le materie che caratterizzano maggiormente questo corso di laurea troviamo:

  • ingegneria meccanica
  • ingegneria elettronica
  • informatica
  • fisica
  • analisi
  • inglese

Durante l’ultimo anno dei triennio solitamente il piano di studi si focalizza su materie come la gestione aziendale, l’economia applicata all’ingegneria, sistemi integrati di produzione e gestione degli impianti aziendali.

5. Un’ultima curiosità: l’ingegneria gestionale è donna

La madre dell’ingegneria gestionale è universalmente riconosciuta in Lilian Moller Gilbreth (1878-1972): ingegnere, psicologa, dirigente d’azienda e madre di 12 figli. Fu la prima professoressa donna al Dipartimento di Ingegneria della Purdue University, la prima donna eletta al National Academy of Engineering e la seconda donna ad entrare nella American Society of Mechanical Engineers. Grazie alla sua formazione multidisciplinare, è stata la prima ad applicare la psicologia alla risoluzione dei problemi che si presentavano nelle grandi aziende in cui lavorava come consulente.

Perché scegliere ingegneria gestionale?

ingegnere gestionaleDopo aver esplorato le cinque cose che forse non sapevi sul corso di laurea in ingegneria gestionale, rispondiamo all’ultima fondamentale domanda: perché scegliere questo percorso di studi?

Iscriversi ad ingegneria gestionale vuole dire avere notevoli possibilità in ambito lavorativo: questa professione non conosce crisi e, al pari delle altre branche dell’ingegneria, in un tempo medio di 5 anni permette di trovare un impiego stabile con una retribuzione medio-alta.

Un ingegnere gestionale infatti può lavorare, sia come dipende che come consulente, nelle diverse società di produzione di beni e servizi, soprattutto di grandi dimensione e multinazionali, oppure, più nello specifico, in imprese del settore finanziario o assicurativo.

Analizzando nel dettaglio i profili che un ingegnere gestionale può ricoprire dopo la laurea possiamo elencare:

  • Supply Chain Manager: gestisce  il processo diretto a trasferire un prodotto o un servizio dal fornitore al cliente. L’obiettivo è quello di migliorare le prestazioni e l’efficienza dell’intero flusso di approvvigionamento risorse e stoccaggio di prodotti finiti.
  • Software developer, uno dei profili più richiesti dal mercato del lavoro. Si tratta di chi materialmente scrive il codice per la realizzazione di siti, piattaforme, strutture informatiche e le testa per il mercato. Anche se non è il primo e fondamentale sbocco lavorativo per chi studia ingegneria gestionale, moltissime aziende e società di consulenza cercano profili da formare per lo sviluppo di app, software e database.
  • Consulente IT, che ha il compito di aiutare le imprese a scegliere la soluzione di information technology più adatta tra le migliaia esistenti, per soddisfare un bisogno specifico o  realizzare un obiettivo. Nel caso specifico, chi ha un background ingegneristico è chiamato ad applicare questa materiale per la risoluzione di problemi di calcolo, dai più semplici a più complessi, fino agli algoritmi e ai sistemi di sicurezza e blockchain.
  • Logistic manager: in questo ruolo un ingegnere gestionale si occupa specificamente del comparto logistica e trasporti, calcolando i  progettando i percorsi più efficienti per far arrivare la merce a destinazione o per migliorare le prestazioni di consegna. Per quanto riguarda le competenze tecniche, le aziende richiedono la conoscenza dei software SAP e delle logiche MRP. In genere il logistic manager è ricerca da società come Amazon e DHL  ma anche dal comparto GDO.
  • Data manager, un ruolo che consiste nel gestire e analizzare i dati di un determinato settore produttivo per pianificare al meglio le strategie di penetrazione di uno o più mercati. Spesso è un ruolo offerto nel settore automotive con task organizzative e di coordinamento.
  • Salesforce analyst, il profilo assunto per studiare i dati di vendita e che aiuta l’impresa a orientare le proprie scelte commerciali. In genere è in grado di monitorare, a titolo esemplificativo, quanti e quali prodotti sono stati venduti maggiormente in un determinato momento, quali invece hanno deluso le aspettative di distribuzione tra il pubblico e per quale motivo.
  • Business analyst e Business Intelligence analyst: questa posizione è offerta generalmente nel settore della consulenza e simili per conto di aziende loro clienti. Consiste nell’elaborare strategie per creare nuove opportunità di business consigliando le società su quali mosse compiere per ottenere un buon posizionamento di mercato. A differenza di un consulente strategico, però, un ingegnere gestionale deve elaborare una strategia basandosi sull’analisi dei dati e deve essere in grado di redigere un business plan con scenari elaborati su base statistica.

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