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Libri sulla beat generation: ecco quelli da leggere

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Dopo la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti si sviluppò un movimento giovanile chiamato Beat Generation, la cui massima espressione in campo letterario. Per questo motivo, esistono tanti libri sulla beat generation e lo Staff di Unicusano Benevento ti consiglierà quelli che vale la pena leggere.

Beat Generation: come nasce

La Beat Generation come “movimento” vero e proprio nasce dall’incontro alla Columbia University di un gruppo di scrittori americani e viene alla ribalta intorno al 1950.

Infatti, mentre in Europa si vedono i primi segni del boom economico, negli Stati Uniti inizia il conflitto con la Russia che poi diventerà la Guerra Fredda conclusasi formalmente con la caduta del muro di Berlino. In questo scenario politico, il governo di Washington mette a tacere ogni forma di dissenso, provocando però una forte reazione da parte di coloro i quali erano contrari al sistema.

Il moviemento della Beat Generation è la voce di questa ribellione.

L’origine del nome

A introdurre il nome “Beat Generation” fu Jack Kerouac (lo scrittore del più importante tra i libri sulla beat generation, di cui ti parleremo più avanti) in una conversazione con John Clellon Holmes nel 1948.

L’aggettivo beat colloquialmente usato principalmente dalla comunità afroamericana del tempo, ha il significato di stanco abbattuto. Kerouac ne amplia il significato includendo anche le connotazione di ottimista, beato e l’associazione con una frase tipica del mondo musicale “essere sul beat”. Un mix che effettivamente descrive alla perfezione la sua generazione. Sarà John Cellon Holmes, nel 1952, ad ufficializzarne la definizione con un articolo sul New York Times dal titolo “This is the beat generation“.

Gli argomenti del genere letterario

Tutti gli autori dei libri sulla beat generation riprendono ed amplificano i temi della contestazione giovanile della loro epoca.

Principalmente, si scagliano contro la guerra in Vietnam, il sistema politico americano e quindi la segregazione razziale dei cittadini di colore, la condizione subordinata della donna e le discriminazioni in base all’orientamento sessuale.

Le influenze e i temi

I giovani beat amano studiare

  • il neoplatonismo di  Plotino,
  • le teorie cosmogoniche,
  • le poesie mistiche,
  • i trattati ascetici,
  • la telepatia,
  • la cabala.

Tutte queste influenze rispecchiano la loro voglia di fuggire da una realtà in cui non si riconoscono e di viaggiare nel proprio io, alla ricerca di sé. Il viaggio fisico – attraverso le strade degli USA – e mentale – con l’uso delle droghe psichedeliche che cominciano a diffondersi – è il tema più ricorrente nei libri sulla beat generation.

Tutto ciò ti affascina? Continua a leggere e scopri di più sulla generazione beat.

I libri sulla beat generation

libri sulla beat generation sono moltissimi. Le migliori descrizioni di quegli anni, vennero fatte proprio da coloro che li vissero in prima persona.J.D. Salinger, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Neal Cassady e  furono i principali scrittori di quel periodo e ci hanno lasciato diverse opere che direttamente o indirettamente raccontano le tante sfaccettature della gioventù bruciata americana.

La maggior parte sono state tradotte in italiano da Fernanda Pivano, colei che contribuì a diffondere la cultura beat nella nostra nazione e che divenne punto di riferimento per molti giovani artisti italiani di quel periodo.

Ecco quali libri sulla beat generation vale veramente la pena leggere

  1. “Il giovane Holden” di J.D. Salinger

    Il giovane Holden è stato scritto qualche anno prima della vera e propria “esplosione” della beat generation, ma per i temi trattati e lo stile può essere considerato uno dei libri sulla beat generation. Il titolo originale è The Catcher in the rye ed è uno dei libri da leggere in inglese che ti abbiamo già consigliato qualche tempo fa.
    Il protagonista è Holden Caulfield, un ragazzo di diciassette anni, dotato di un particolare senso critico e sensibilità, ma anche molto emotivo e fragile.

    La trama

    Il romanzo si apre con lui che, da solo, guarda da lontano una partita di football. La sua mente però è altrove. A causa del suo rendimento scolastico è appena stato espulso dalla scuola che frequenta e, nonostante dipenda unicamente dal suo atteggiamento da lavativo, si sente un fallito. Tornando verso il dormitorio discute prima con un suo professore, l’unico con cui aveva avuto un rapporto finora, e con un suo compagno di stanza. Così, deluso e carico di rabbia, prende le sue cose e torna a New York con tre giorni di anticipo. I suoi genitori ignorano tutto l’accaduto e dunque Holden sceglie di fermarsi in un hotel di infima categoria. Iniziano le sue avventure nella Grande Mela, che però lo porteranno solo a collezionare delusioni. Per questo motivo,  matura sempre di più la convinzione di voler fuggire dalla città per sempre. Cercherà appoggio in diverse sue vecchie conoscenze, ma nessuno è disposto ad accompagnarlo. Finché non torna a casa e trova conforto nel parlare con sua sorella, l’unica che, in fin dei conti, lo capirà.

  2. “Sulla strada” di Jack Kerouac

    Sulla strada è un romanzo autobiografico di Jack Kerouac e, dopo la sua pubblicazione, è diventato il manifesto del movimento beat generation. Costituito da cinque parti e scritto sottoforma di episodi, è ambientato alla fine degli anni ’40. Sal Paradise (pseudonimo di Kerouac) è il protagonista e narratore e descrive i giovani del movimento in viaggio attraverso gli Stati Uniti.

    La trama

    La prima parte racconta un viaggio in autostop ed in autobus che tocca tantissime città degli Stati Uniti. Qui c’è l’incontro con Dean Moriarty (pseudonimo di Neal Cassaday), personaggio che vive in totale contrasto con lo stile di vita borghese dell’epoca. Il suo unico interesse è avere una vita intensa, ricca di ogni genere d’esperienza e senza alcun tipo di freno. Nella seconda e terza parte continua a parlare dei viaggi fatti con Dean e si comincia a capire come il protagonista si lasci totalmente influenzare da quest’ultimo. Nelle ultime parti, il contrasto tra i due inizia ad emergere e Sal mette in dubbio più volte lo stile di vita che ha quando viaggia con l’amico, cercando di capire il perché di certi comportamenti fino a prendere una decisione definitiva.

  3. “Urlo” di Allen Ginsberg

    Urlo è un poema scritto da Allen Ginsberg che ha segnato una svolta nella poesia contemporanea. Un grido di dolore e protesta contro l’America, un viaggio psichedelico nella mente dell’autore, la cui pubblicazione portò anche all’arresto dell’editore per diffusione di oscenità.

    La trama

    In Urlo si intrecciano le storie e le esperienze dei componenti della beat generation, attraverso la descrizione della vita disperata nelle periferie, nei manicomi e in tutti quei luoghi – anche non fisici – dove emerge il disagio della società moderna. Celebre è l’incipit:

    Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche, trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa, hipsters dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte…

  4. “Vagabondo” di Neal Cassaday

    Vagabondo – titolo originale The first third – è l’autobiografia di Cassaday, figura centrale della beat generation. Egli fu anche il co-protagonista del libro di Kerouac con lo pseudonimo di Dean Moriarty.

    La trama

    Il libro si può suddividere in tre parti. Nella prima, Cassaday racconta la sua infanzia a Denver con il padre alcoolizzato. Segue la sua vita da ragazzo, tra crimini, amori e avventure con i suoi compagni della beat generation e il racconto si conclude proprio con la corrispondenza tra il protagonista, Kerouac e Kasey.

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