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Come affrontare gli esami più difficili di ingegneria informatica?

L’università ci permette di costruire un futuro soddisfacente in diversi ambiti: ogni corso di laurea offre la possibilità di accedere al mondo del lavoro con delle competenze aggiuntive, che vanno ad integrarsi a quelle acquisite durante il percorso di studi delle scuole superiore.

Tra i diversi indirizzi universitari, scienze informatiche, o ingegneria informatica, è tra i quelli che garantisce i migliori sbocchi professionali post-laurea. Se quasi tutti, ormai, sanno utilizzare il computer, possedere competenze relative alla programmazione e alla creazione di contenuti per il web è senza dubbio un elemento distintivo e richiesto in molte professioni.

Se hai scelto il corso di laurea in ingegneria informatica a Benevento, presso l’università telematica Unicusano, avrai sicuramente iniziato a relazionarti con le diverse materie del piano di studi, che offrono una preparazione completa e approfondita. Come tutte le facoltà di ingegneria, tuttavia, anche quella di ingegneria informatica presenta alcuni esami più impegnativi degli altri, che possono risultare particolarmente ostiche per gli studenti.

Un esempio su tutti può essere l‘esame di fondamenti di informatica, tra gli scogli più difficili da superare per chi frequenta questa facoltà. Tuttavia, nessun esame è insuperabile se di adottano delle strategie che possono agevolare lo studio: scopriamo insieme come affrontare gli esami più difficili di ingegneria informatica.

Frequentare le lezioni

L’esame di fondamenti di informatica è tra i più complessi del corso di laurea, ma non è l’unico con il quale ci si scontrerà durante il percorso di studi. Non bisogna però scoraggiarsi, perché con alcune buone pratiche lo supereremo con successo.

Il primo consiglio per non fallire è frequentare con assiduità e regolarità le lezioni. Le spiegazioni del professore infatti saranno utili per chiarire eventuali dubbi e contribuiranno a ridurre il carico di lavoro per la preparazione dell’esame.

Frequentando le lezioni, avrai modo di apprendere i fondamenti della materia di studio: prendi appunto e se necessario chiedi chiarimenti al docente durante la lezione, per arrivare più preparato al giorno dell’esame.

Un altro vantaggio di frequentare le lezioni è evitare di dover studiare testi ulteriori, come spesso previsto per gli studenti non frequentanti. Infine, il corso è un’ottima occasione per mettere in pratica quanto appreso: nell’esempio dell’esame di informatica, potrai fare pratica con i principali software informatici legati alla programmazione.

Informarsi sull’esame ed eventuali pre requisiti

esami più difficili ingegneria informaticaPer superare gli esami più difficili è importante informarsi con attenzione sui prerequisiti necessari per sostenerlo. Molti di questi esami infatti prevedono il possesso di alcune conoscenze di base, che sono fondamentali per la buon riuscita dell’esame. In caso di dubbi, chiedi al docente, che saprà consigliarti nel modo più corretto.

Ad esempio, nel caso dell’esame di fondamenti di informatica, è consigliabile sostenere prima l’esame di matematica, grazie al quale potrai intraprendere le nozioni insiemistica, utili per la comprensione di alcuni processi di programmazione in ambiente Java.

Oltre che sui pre requisiti è fondamentale anche informarsi sulle modalità con le quali si sosterrà l’esame. Solitamente si inizia con un esonero scritto, con le prime nozioni relative alla materia: è sempre bene sostenere l’esonero, perché in tal modo si potrà sostenere un esame orale più leggero. Inoltre sostenendo la prova scritta potrai verificare la tua preparazione prima dell’esame orale e correggere il tiro in caso di eventuali lacune.

Sostieni l’esame solo se adeguatamente preparato

Se vuoi superare gli esami più difficili di ingegneria informatica al primo tentativo, è fondamentale arrivare al giorno dell’esame preparati in modo adeguato. Se non ti senti sicuro e hai molti dubbi, è inutile sostenere l’esame al primo appello, con il rischio di fallire e dover ripetere l’esame alla successiva sessione, con conseguenze anche sulla tua sicurezza e autostima.

Fai molta pratica ed esercizi, in modo da acquisire sicurezza nello svolgimento di determinate procedure. Un altro modo per prepararsi al meglio è assistere agli esami dei tuoi colleghi: prendi nota delle domande poste dal docente e degli argomenti sui quali professore e assistenti pongono maggiore attenzione. In tal modo avrai consapevolezza degli argomenti fondamentali e potrai organizzare al meglio lo studio a casa, cercando di approfondire i concetti più importanti, senza ovviamente trascurare il resto degli argomenti, che potrebbero sempre essere richiesti all’esame.

Un buona preparazione è fondamentale per presentarsi all’esame sicuri di sé ed evitare la bocciatura: se pensi di avere particolari difficoltà con una materia, puoi sempre chiedere aiuto ad altri studenti che hanno già superato l’esame oppure organizzare gruppi di studio.

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Le app per allenare la lettura veloce

Sapevi che puoi migliorare il tuo metodo di studio e ottimizzare il tuo tempo grazie alle app per allenare la lettura veloce?

Se ti capita spesso di sentirti scoraggiato e temi di non riuscire a superare un esame a testa alta e con un buon voto, magari per mancanza di tempo e organizzazione, sei nel posto giusto: in questo articolo ti dimostreremo che non sempre sono necessari mesi e mesi di studio e lettura per prepararsi al meglio.

Certo, sicuramente se hai tempo a disposizione, suddividere la preparazione dell’esame in un arco di tempo relativamente lungo è di gran lunga l’approccio migliore, ma imparare a leggere velocemente è un’abilità che può senza dubbio tornarti utile anche dopo aver completato il tuo percorso universitario, sia nel mondo del lavoro che nella vita quotidiana.

Vediamo allora quali sono le migliori app per allenare la lettura veloce da scaricare sullo smartphone e da utilizzare nel caso in cui si abbia poco tempo da dedicare allo studio di un manuale per la preparazione di un esame.

Cosa sono le tecniche di lettura veloce

Prima di capire quali sono le migliori app per la lettura veloce, è bene fare un’introduzione sulle diverse tecniche di lettura rapida.

Per studiare in poco tempo infatti è necessario apprendere una serie di competenze che si riveleranno molto utili per rendere le tue giornate di studio più brevi, ma non per questo meno efficaci.

Le tecniche di lettura veloce e di memorizzazione, quindi, sono delle metodologie di studio che consentono di sfruttare al meglio le potenzialità di occhi e cervello, così da ottenere degli ottimi risultati in un lasso di tempo ridotto.

Imparare a leggere veloce per studiare in meno tempo, perciò, permette di rafforzare i muscoli oculari ed esercitare delle specifiche funzioni mentali, che servono per comprendere i segni grafici e i loro significati. Il segreto della lettura veloce pertanto è individuare con una sola occhiata veloce i contenuti principali di un testo, senza dover leggere tutta la pagina. Ma come mettere in atto questa tecnica?

Innanzitutto è necessario mettersi ad una distanza tale che consenta di avere sott’occhio l’intera pagina del libro di testo che si deve studiare. Aumentando la distanza dal testo l’occhio riuscirà, ovviamente con il giusto allenamento, ad allargare il campo visivo fino a circa 6 cm, consentendo così di dimezzare i tempi di lettura.

Le tecniche per leggere velocemente

app per allenare la lettura veloceA questo punto possiamo parlare delle diverse tecniche di lettura veloce, in modo da capire come applicarle nelle proprie giornate di studio. Imparare le tecniche di lettura veloce non è utile solo a chi si riduce spesso all’ultimo minuto per preparare un’esame, ma anche a chi vuole studiare più materie nello stesso tempo, così da sostenere più esami.

La lettura veloce, quindi, non è “l’ultima spiaggia” alla quale ricorrere in caso di un esame a distanza ravvicinata e poco tempo per studiare, ma un metodo realmente i grado di dare una scossa al cervello, contribuendo a migliorarne le prestazione in diversi ambiti.

Ecco perché le tecniche di lettura veloce non sono applicate solo da studenti, ma anche da professionisti che le utilizzano per migliorare le loro capacità di memorizzazione e la loro produttività sul lavoro. Vediamo quindi le tecniche di lettura veloce più diffuse.

Imparare a riconoscere le parole

La prima tecnica per allenare la propria mente per la lettura veloce è quella di trovare, nel minor tempo possibile, una parola all’interno di una pagina.

Ad esempio, puoi aprire una pagina a casa di un testo di letteratura italiana, nel capitolo dedicato a Dante e alla Divina Commedia, e fare diverse prove, cercando di individuare la parola “Dante” nel minor tempo possibile. Per tenere traccia dei propri progressi è possibile cronometrarsi. Se invece la parola non è presente nella pagina, l’occhio con l’allenamento si abituerà a classificare quella pagina come non utile ai fini dello studio e quindi a saltare subito alla successiva.

Leggere con un puntatore

Un’altra tecnica per imparare a leggere velocemente è quella di utilizzare un puntatore, come un dito o un penna. Molte persone lo fanno abitualmente, ma in questo caso il trucco da utilizzare è quello di cercare di spostare il puntatore in avanti sempre un attimo prima che gli occhi abbiano ultimato la lettura dell’ultima parola.

Ampliare il campo visivo

Come anticipato, un’altra accortezza da utilizzare quando si cerca di leggere velocemente, è allontanarsi dalla pagina, per averla interamente sotto controllo. Aumentando il campo visivo, infatti, si avrà immediatamente coscienza delle diverse parti del testo e se ne coglierà l’importanza fin dal primo sguardo. Quando si utilizza questa tecnica è sempre importante mantenere una postura corretta.

Credere nelle potenzialità del cervello

Può sembrare banale o scontato, ma è importante essere consapevoli che il nostro cervello ha tutte le capacità per riuscire ad applicare queste tecniche, così come un muscolo allenato in palestra può aumentare le proprie dimensioni.

Pian piano quindi, aumenta la velocità della lettura, ovviamente senza esagerare: un allenamento per essere efficace richiede tempo, fermezza e costanza. Dopo la lettura, un buon esercizio è riassumere brevemente le nozioni apprese, così da sincerarsi di non aver perso informazioni importanti nel corso dello studio.

Infine, come anticipato, un ottimo alleato per migliorare le prestazioni del cervello è la tecnologia: vediamo finalmente le applicazioni pensate per studiare velocemente da scaricare sullo smartphone per stimolare occhi e cervello.

Le migliori app per allenare la lettura veloce

Ora che abbiamo elencato le principali tecniche di lettura rapida e capito come ci possono aiutare nello studio, possiamo passare alle app per allenarsi a leggere velocemente.

Utilizzare queste app permette di non perdere tempo prezioso e di approcciarsi in modo innovativo allo studio universitario, con l’aiuto fondamentale della tecnologia.

Quasi tutte le applicazioni che elencheremo di seguito sono basate sull’approccio RSVP (ossia “Rapid Serial Visual Presentation”: in altre parole, le app mostrano singole parole in rapida successione, in modo da rendere più veloce la lettura del testo e l’apprendimento delle informazioni.

Velocity

Velocity è un app per iOS che ha registrato ottime recensioni da parte degli utenti che la hanno utilizzata. Ad esempio. l’app permette di importare testi da fonti diverse, come altre app o la casella di posta elettronica. Inoltre è possibile impostare la velocità di lettura, in termini di parole al minuto, e personalizzare la grafica, scegliendo se avere testo nero su sfondo bianco o vicecersa.

Syllable

Syllable è un app che, coe Velocity, può prendere testi da fonti diverse e può essere personalizzata in diversi modi. Inoltre, mette a disposizione una modalità notturna per leggere di notte senza affaticare troppo gli occhi. Infine, permette di mostrare sullo schermo non solo singoli termini, ma anche gruppi di parole.

OutRead

Si tratta di un’app diverse dalle altre perché invece di mostrare le singole parole utilizza una “metaguida” interna per evidenziare termini particolari nei frammenti di testo. In questo modo l’app riesce a guidare i movimenti dell’occhio rendendo più rapida la lettura tradizionale.

 

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Come funziona l’energia nucleare?

L’energia nucleare e in particolare la questione nucleare è uno dei temi su cui le persone più si confrontano per cercare di capire quali sono i pro e i contro, in fatto di ambiente e sicurezza, e quali siano i possibili utilizzi. I vantaggi che possono derivare dallo sfruttamento dell’energia nucleare sono diversi:

  • la quantità di energia che si può ricavare da un nucleo atomico è di gran lunga maggiore rispetto a quella che si ottiene da qualsiasi altra reazione chimica
  • la produzione di energia nucleare non causa l’emissione di gas nocivi, come l’anidride carbonica
  • il combustibile nucleare ha un alto rendimento che determina un vantaggioso risparmio di spazio
  • il costo per la produzione dell’energia nucleare è di gran lunga più basso delle altre fondi di energia.

Allo stesso tempo, però il nucleare presenta anche degli svantaggi, come:

  • un elevato livello di radioattività in tutte le fasi del processo produttivo
  • nonostante i sistemi di sicurezza e di controllo siano sempre più affidabile, non si può escludere del tutto il rischio di gravi incidenti, come quello avvenuto a Chernobyl
  • il problema dell’immagazzinamento a lungo termine delle scorie che si generano durante il processo produttivo: questi materiali rimangono radioattivi per milioni di anni e quindi devono essere stipati in siti che siano geologicamente stabili e protetti da strutture in grado di schermare le radiazioni.

Come si genera l’energia nucleare

Con il termine “energia nucleare” si indicano quei fenomeni nei quali si ha una produzione di energia in seguito a delle trasformazioni di nuclei atomici. Per ricavare energia dal nucleo di un atomo esistono due procedimenti opposti, ossia la fissione e la fusione.

Con la fissione, il nucleo di un atomo con un alto numero atomico si scinde, creando nuclei con un numero atomico inferiore e sviluppando in questo modo grandi quantità di energia.

Nella fusione, invece, atomi con basso numero atomico si fondono, creando nuclei più pesanti e rilasciando una notevole quantità di energia.

Come funzionano le centrali nucleari

Le centrali nucleari bruciano Uranio e producono energia elettrica. La differenza con una centrale termoelettrica, che brucia carbone, petrolio o gas, è che produrre energia non sfruttano reazioni chimiche, ma reazioni di fissioni, che sono circa un milioni di volte più energetiche a parità di combustibile.

Se una centrale termoelettrica produce mediamente tra i 50 e i 100 Mw bruciando migliaia di tonnellate di combustibile, una centrale nucleare produce mediamente circa 1000 Mw bruciando poche tonnellate di uranio. Inoltre i combustibili fossili non sono fonti di energia illimitate, mentre l’uranio, a che se le miniere si esauriranno, potrà essere estratto quasi all’infinito dall’acqua di mare e da altri materiali comuni.

Inoltre, in condizioni di funzionamento normale, l’energia nucleare ha un impatto ambientale di molto inferiore rispetto a quello delle centrali a carbone o a metano e non produce anidride carbonica né ceneri.

Centrali nucleari a fissione

Questa tipologia di centrale nucleare utilizza uno o più reattori nucleari a fissione e sono le uniche in cui è possibile controllare l’energia che si sviluppa all’interno di ogni singolo reattore.

I vantaggi delle centrali nucleari a fissione sono:

  • quantità di energia prodotta molto elevata
  • possono raggiungere potenze pari a quelle delle grandi centrali termoelettriche
  • nonostante i costi di costruzione siano maggiori rispetto a quelli di una centrale tradizionale per via delle misure di sicurezza da implementare, una volta costruita i costi di produzione dell’energia sono competitivi
  • non provocano l’emissione di fumi perché non sfruttano la combustione e non provocano inquinamento atmosferico, se non il vapore acqueo che proviene dalle torri di raffreddamento dell’acqua di condensazione.

Tuttavia sono presenti anche degli svantaggi, come:

  • la produzione di combustibile nucleare residuo, ossia le famose scorie radioattive; è quindi necessario prevedere sia aree di stoccaggio in cui gli isotopi radioattivi abbiano il tempo di decadere, sia sia siti in cui immagazzinare definitivamente il restante materiale radioattivo a lunga vita
  • la necessità di elevate quantità d’acqua per il raffreddamento, che dopo il processo viene rilasciata a temperature più elevate di quelle dell’ambiente, creando uno sbilanciamento termico, con importanti impatti ambientali specie sulla flora e la fauna dei fiumi.

Centrali nucleari a fusione

energia nucleareLe centrali nucleari a fusione si basano sl principio della fusione di due atomi leggeri, solitamente trizio e deuterio, che produce enormi quantità di energia. Questa tipologia di centrale però non ha dato ancora risultati apprezzabile ed è tuttora oggetto di studio da parte degli scienziati e gli esperti in gestione di energia, perché pur essendo riusciti ad avviare una reazione di fusione, non siamo ancora in grado di mantenerla stabile per un tempo significativo.

Attualmente le stime prevedono che non riusciremo ad utilizzare effettivamente energia prodotta da fusione nucleare prima del 2050. I vantaggi delle centrali a fusione nucleare sono:

  • il tipo di scoria prodotto, l’elio 4, che è un gas inerte e non radioattivo
  • non utilizzano sistemi a combustione, perciò non inquinerebbero l’atmosfera
  • dovrebbero riuscire ad ottenere quantità di energia superiore rispetto alle attuali centrali a fusione.

Tuttavia, la fusione richiede temperature di lavoro così elevate da non poter essere contenuta in nessun materiale esistente.

Le centrali nucleari sono sicure?

Questa è senza dubbio la domanda più ricorrente quando si affronta il tema dell’energia nucleare e uno dei più studiati da chi decide di iscriversi ad un master in energia per studiare questa materia ancora parzialmente inesplorata.

Ad oggi le tecniche di progettazione di costruzione delle centrali prevedono una riduzione a valori minimi degli scarichi radioattivi e dell’assorbimento delle radiazioni all’interno della centrali stessa, grazie ad appositi impianti per il trattamento degli scarichi e a schermi realizzati in cemento armato, acqua e acciaio, che limitano l’intensità delle radiazioni.

Inoltre, vengono adottati degli accorgimenti per la manipolazione del combustibile irradiato e per gli interventi su parti dell’impianto che contengono prodotti attivi: l’ambiente di lavoro e le aree circostanti sono costantemente monitorati con misuratori di radioattività, mentre il problema degli scarichi è totalmente sotto controllo e non genera preoccupazioni per la popolazione.

È stato poi istituito un organismo scientifico internazionale, la Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica, che stabilisce i limiti per l’utilizzo dell’energia nucleare per tutelare la popolazione esposta.

Nonostante tutti gli accorgimenti, però, non si possono escludere al 100% rischi di incidenti: se infatti i principi fisici che regolano l’energia nucleare sono ormai chiari, non si può dire lo stesso dei meccanismi con i quali la radioattività agisce sulla materia vivente, limitando notevolmente le possibilità di curare un soggetto contaminato. Cioè che è certo, è che in caso di contaminazione di esseri viventi, l’effetto è sempre e solo negativo.

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Cosa studiare per lavorare come manager? Il percorso ideale

Vuoi sapere cosa studiare per lavorare come manager? Bene, sei nel posto giusto, perché in questa guida ti spiegheremo qual è il percorso migliore da intraprendere per raggiungere i tuoi obiettivi professionali, e in particolare quali studi seguire per diventare manager.

La prima cosa da specificare è che esistono diverse tipologie di manager, in base al settore in cui si decide di lavorare e alle sue caratteristiche.

Il percorso di studi può quindi variare in base a quali sono i propri obiettivi di carriera: ad esempio il corso di laurea in economia a Benevento, così come il corso di laurea in Gestione e professioni d’impresa sono ideali per diventare manager in diverse tipologie di aziende, a non sono gli unici percorsi che si possono seguire. Scopriamo insieme le diverse strade da percorrere.

Gli studi per lavorare come manager

L’obiettivo di diventare manager accumuna molti giovani, ma non tutti conoscono esattamente il percorso da percorrere per raggiungere il traguardo. Vediamo quindi, passo dopo passo, qual è la strada da intraprendere in base al tipo di settore in cui si lavorerà.

Per scegliere il percorso di formazione migliore, è importante capire innanzitutto in quale settore aziendale e produttivo vuoi intraprendere una carriera manageriale. Nelle aziende esistono diversi livelli di gestione (di persone, progetti, risorse finanziarie, e così via) e diverse aree produttive in cui specializzarsi (ad esempio scienza, istruzione, media, finanza e anche no-profit) prima di diventare manager. Ecco 5 esempi di figure manageriali più richieste:

  • Project manager, ossia una figura chiave in qualunque azienda, che si caratterizza come un professionista esperto nella gestione dei rischi di progetto.
  • Marketing Manager, un ruolo ricoperto spesso da professionisti del marketing.
  • Digital Marketing Manager, simile al precedente ma specializzato nel vasto modo del marketing online.
  • Social Media Manager ,uno specialista nella gestione della comunicazione attraverso i social media.
  • HR Manager, ossia il responsabile della gestione delle risorse umane, una figura chiave in molte aziende.
  • Export Manager, un esperto del mercato internazionale in grado di definire le strategie per entrare o affermare la presenza dell’azienda nei mercati esteri.

Quale laurea scegliere per diventare manager?

Prima di parlare del corso di studi, dobbiamo soffermarci sulle caratteristiche personali che è necessario possedere per poter svolgere questa professione. Si tratta di soft skills, che non possono essere apprese con lo studio, come:

  • Capacità di leadership
  • Creatività
  • Capacità di gestire lo stress
  • Problem solving
  • Saper prendere decisioni

Passiamo ora al percorso di studi per lavorare come manager.

diventare managerLe facoltà che più di altre hanno attinenza con questa professione sono senz’altro quelle ad indirizzo economico, ma altri corsi di laurea per manager sono anche giurisprudenza e ingegneria gestionale. Dopo il conseguimento del titolo di studio è fondamentale completare la propria preparazione con un master in management.

Inoltre la conoscenza della lingua inglese rappresenta un elemento fondamentale per la preparazione di un futuro manager, oltre ovviamente al saper usare le nuove tecnologie digitali.

Ma è sempre necessaria la laurea per diventare manager? La risposta dipende in gran parte dall’ambito in cui intendi lavorare.

Lavorare come manager in ambito creativo

Se vuoi diventare manager nel settore artistico, e ti stai chiedendo quale percorso di studi intraprendere, devi sapere che nel nostro Paese non sono ancora presenti corsi di laurea per diventare manager musicale. In questo caso, le facoltà migliori a cui iscriversi sono quelle di Giurisprudenza o di Economia, da completare con un buon master per diventare manager.

Un percorso simile può essere intrapreso nel caso tu voglia diventare manager di persone famose, come attori o sportivi, oppure manager nel settore della moda. In questo caso il consiglio è quello di ottenere una buona base di preparazione economica o giuridica, mentre dopo la laurea potresti seguire un master in Luxury brand management. Inoltre in questi casi tirocini e stage rappresentano preziose esperienze da valorizzare.

Lavorare come manager nello sport

Anche in questo caso, non esiste un vero e proprio corso di laurea per diventare manager sportivo. Oltre alla preparazione universitaria e un’approfondita conoscenza della disciplina sportiva nel settore in cui si vuole lavorare, anche in questo frangente è fondamentale acquisire una preparazione specifica seguendo dei corsi di specializzazione. Ad esempio Unicusano, tra le migliori università per studiare management in Italia, offre diversi master tra i quali troverai senza dubbio quello più adatto alle tue ambizioni, come il master di primo livello in Gestione e organizzazione di attività sportive, che tra le materie principali ha proprio il people management.

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Cosa fare la mattina prima dell’esame universitario?

Ci siamo: dopo mesi e settimane di studio intenso, è arrivata la mattina prima dell’esame universitario. Mai come in questi casi, quando si deve affrontare una prova impegnativa, la mattina è il momento più importante della giornata. Molti studenti tendono a sottovalutare l’importanza delle ore subito precedenti all’esame, pensando che ormai il più sia stato fatto e che ormai sia arrivato il momento della verità.

In realtà non è proprio così: se è vero che per preparare un esame è necessario iniziare a studiare ben prima della data in cui è fissato l’appello, è altrettanto vero che la mattina prima delle esame deve essere vissuta al meglio e con calma, in modo da prepararsi psicologicamente alla prova.

Ecco quindi alcuni consigli per sfruttare al meglio la mattina prima dell’esame universitario.

Svegliati con il giusto anticipo

mattina prima dell'esameLa mattina prima dell’esame, imposta la sveglia con almeno mezz’ora di anticipo, in modo da iniziare a metabolizzare con calma l’inizio della giornata. Svegliarsi la mattina può essere difficile e farlo in fretta e furia è ancora peggio, perché ti predispone subito ad uno stato d’ansia.

Ad esempio, se il tuo esame è alle 9, imposta la sveglia almeno per le 6 (calcolando sempre con accuratezza il tempo che impieghi per raggiungere l’università). In questo modo avrai tempo di fare tutto con calma, dalla doccia ad un ripasso veloce. Inoltre, alzati dal letto non appena la sveglia suona, rinunciando a quei cinque minuti di sonno in più, che ti farebbero svegliare solo più affaticato. Avrai sicuramente tempo di dormire e riposare una volta superato l’esame.

Fai una leggera attività fisica

Un’attività fisica moderata, come lo yoga, da fare appena scegli può aiutarti moltissimo ad alleviare lo stress e l’ansia, facendoti sentire più tranquillo, concentrato e sicuro.

Se non ami lo yoga, è sufficiente praticare un pò di stretching. Se invece ti senti particolarmente attivo, anche 10 minuti di corsa sono l’ideale per iniziare la giornata con il giusto mood. Qualunque sia la tua scelta, fare attività fisica la mattina dell’esame permette al metabolismo di svegliarsi fin da subito.

Se non sai da dove iniziare con lo yoga o lo stretching, puoi scaricare da qualsiasi appstore un’applicazione dedicata: si tratta di app molto dettagliate e ben fatte, ideali per i neofiti: gli esercizi sono quindi molto semplici e non rischierai di farti male.

Fai un’abbondante colazione

Come in molti altri casi, in tema di colazione la credenza popolare ha senza dubbio ragione: si tratta del pasto più importante della giornata. Quindi, non pensare nemmeno di saltarla la mattina dell’esame!

L’ideale è fare una colazione ricca ma non pesante: evita i cibi che richiedono una digestione lunga e laboriosa, perché ti farebbe sentire stanco ancor prima di cominciare la giornata e potrebbe arrivare addirittura a compromettere il tuo risultato. Quindi evita di riempirti di cornetti alla crema e prediligi cibi sani e leggeri, inserendo anche della frutta nel menù, in modo da sentirti sazio: considera che la sessione d’esame potrebbe durare a lungo, anche fin dopo pranzo, perciò devi farti trovare preparato.

Fai una doccia fredda prima di uscire

Dopo l’attività fisica e la colazione, è ora di una bella doccia fredda. Numerosi studi scientifici ne hanno dimostrato i benefici: una bella doccia fredda di qualche minuto stimola il tuo corpo e la tua mente a dare il meglio di sé. Tutto merito delle endorfine, dette anche “ormoni del piacere” che si scatenano con una bella doccia.

Scegli l’outift migliore per te

Sembra una banalità, ma non è affatto così: indossare gli abiti giusti la mattina prima dell’esame può influenzare il tuo umore e la mentalità con la quale affronterai la prova.

Scegli un’outfit che non sia troppo casual, né eccessivamente formale: indossa vestiti che ti piacciono e che ti fanno sentire a tuoi agio, che esaltino la tua immagine e nei quali ti senti sicuro. Quindi, niente abiti stretti, né vestiti che stravolgano le tue abitudini e il tuo modo di essere, a meno che l’università non imponga un determinato codice di abbigliamento o un’uniforme. Ovviamente, evita pantaloncini corti e canottiere: all’interno degli atenei c’è un’etica dell’abbigliamento da rispettare e inoltre saresti irrispettoso nei confronti dei docenti.

Fai un ripasso veloce

Se ti rimane del tempo prima di uscire di casa, puoi fare un veloce ripasso degli argomenti più importanti. Una buona idea potrebbe essere rileggere gli indici dei libri di testo, ma evita di iniziare un ripasso troppo approfondito poco prima dell’esame, perché potresti solo confonderti le idee.

Cosa fare la mattina prima dell’esame se non sei preparato a sufficienza?

Sicuramente se sei arrivato alla mattina dell’esame senza essere adeguatamente preparato, avrai commesso degli errori nel tuo metodo di studio, ma non è questo il momento di capire quali. Avrai sicuramente la tentazione di studiare tutta la mattina, leggendo a più non posso, ma in realtà non c’è niente di più sbagliato: ciò di cui hai bisogno è di un piano d’azione last minute.

Se hai letto tutto il materiale di studio almeno una volta, e magari fatto qualche riassunto o schema, lascia da parte i libri. Non hai il tempo di rileggere tutto, perciò è più opportuno concentrarsi su ciò che hai riassunto o schematizzato.

Sfruttando la tecnica della lettura veloce puoi rileggere i tuoi appunti o riassunti, sottolineare le parole chiave e provare a realizzare una veloce mappa mentale di ogni argomento, senza scendere troppo nei dettagli.

A questo punto chiedi aiuto: ripeti ad alta voce ad un compagno di studi, che potrebbe simulare le domande, per vedere se hai fissato i concetti principali. Aiutati disponendo sul tavolo tutte le mappe mentali, in modo da individuare subito i macro collegamenti tra i diversi argomenti.

Ora, però, metti un freno: stai facendo una maratona ma non puoi rischiare di arrivare all’esame totalmente stremato. Troppo studio tutto insieme può rivelarsi controproducente, oltre che contribuire ad aumentare il tuo stress e l’ansia da esame.

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Conviene prendere una magistrale in psicologia? I vantaggi della specialistica

La laurea magistrale in psicologia è un titolo di studio che si ottiene dopo un percorso di studi completo, della durata di cinque anni. Al termine del corso di laurea magistrale, l’aspirante psicologo dovrà dedicare un anno al tirocinio e alle preparazione dell’esame di stato per l’iscrizione all’Albo, necessaria per poter esercitare la professione.

Ma conviene prendere una magistrale in psicologia dopo aver conseguito la laurea triennale? Quali sono i vantaggi offerti dalla specialistica? Scopriamolo insieme in questa guida.

La laurea magistrale in psicologia

Il corso di laurea in Psicologia si occupa di formare futuri dottori specialisti in struttura della mente, socialità, comportamentismo, emozionalità, affettività e in generale materie che concernono la classificazione dei disturbi e delle dinamiche che caratterizzano la personalità umana.

Quello in psicologia è un percorso di studi impegnativo e molto stimolante, ricco di sbocchi professionali e opportunità di crescita, sia dal punto di vista culturale che professionale.

Lo studente ideale di un corso di laurea in psicologia è una persona con una buona cultura generale e dotata di una spiccata propensione all’empatia e all’intuizione empatica, ma anche di pazienza, capacità di ascolto e in grado di affrontare le avversità con calma, raziocinio, lucidità e logica. In generale, sono queste alcune delle soft skill necessarie ed utili per diventare un buono psicologo.

La laurea magistrale in psicologia, di durata biennale, permette di ottenere il titolo di Dottore in tecniche psicologiche, Psicologo o Psicoterapeuta e consente di specializzarsi in materie specifiche. Tra le specializzazioni più ambite possiamo citare psicologia criminale, psicologia infantile e psicologia familiare.

Gli sbocchi professionali con una laurea magistrale in Psicologia

psicologia magistraleDopo i cinque anni di studio complessivi (tre più due), il laureato magistrale in psicologia ha diverse opportunità professionali, in base alle proprie attitudini e aspirazioni.

Senza dubbio il settore che offre più opportunità è quello medico: psicologi e psicoterapeuti possono infatti collaborare con ospedali, ASL e reparti di psichiatria.

Un’alternativa consiste nell’avviare uno studio privato ed esercitare così la libera professione. Attraverso la somministrazione di test e colloqui lo psicologo può diagnosticare i disturbi relativi alla sfera della personalità, dell’emozionalità, della socialità e dell’affettività. È bene specificare che lo psicologo non può prescrivere analisi né farmaci: nel caso in cui diagnosticasse una patologia più complessa rispetto ad un disturbo psicologico, dovrà indirizzare il paziente ad uno psichiatra.

Una volta individuato il problema del paziente, lo psicologo costruisce insieme a lui un percorso di sostegno e supporto. Inoltre, può organizzare terapie di gruppo e gestire corsi.

Con un titolo di studio magistrale in psicologia, il professionista può lavorare anche nel settore dell’educazione e della socialità, ad esempio in asili nido, scuole materne, scuola in generale, case famiglia, consultori, strutture in cui sono ricoverati pazienti con storie complicate e situazioni personali particolari, centri di recupero e riabilitazione, strutture che ospitano malati terminali, centri di disintossicazione, ospedali speciali che si occupano di problemi alimentari o comportamentali.

Lo psicologo può anche decidere di lavorare in contatto con le autorità e collaborare con polizia, carabinieri o polizia penitenziaria. Infine, il dottore magistrale in psicologia può collaborare con aziende, ditte e multinazionali, come responsabile del personale o recruiter.

La laurea magistrale in psicologia online

Il corso di studi in psicologia è lungo e complesso: per questo motivo la scelta di laurearsi affidandosi a un corso di laurea online può offrire diversi vantaggi.

In primo luogo iscriversi ad un corso di laurea online, come quelli offerti da Unicusano, permette di godere di una piena flessibilità negli orari: in questo modo è possibile lavorare in contemporanea allo studio, senza togliere spazio alla famiglia e alla propria vita personale. Inoltre, il corso di psicologia online non prevede test di ingresso né limiti di età, pertanto può essere seguito da tutti, anche da persone mature che decidono di intraprendere questo percorso per esclusivo desiderio personale.

Il titolo di studio ottenuto con le università online è riconosciuto dal MIUR e quindi in tutto e per tutto equiparabili ad un titolo di laurea conseguito presso gli atenei tradizionali. I corsi del piano di studi Unicusano in psicologia possono essere seguite online, in qualsiasi ora e giorno: la piattaforma online di e-learning è infatti disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24.  L’unico momento in cui è necessario recarsi in ateneo è quello degli esami, che vengono programmati e svolti in modalità frontale.

Infine, gli studenti hanno a disposizione dei tutor personali, che li supportano nell’organizzazione dello studio.

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7 ottimi motivi per laurearsi in scienze dell’educazione

Devi scegliere la facoltà universitaria e stai prendendo in considerazione Scienze dell’Educazione? Bene, sei nel posto giusto: in questo articolo ti sveleremo 7 ottimi motivi per laurearsi in scienze dell’educazione.

La scelta del percorso universitario è fondamentale e può influenzare tutto il tuo futuro lavorativo: per questo è importante essere informati correttamente sul corso di laurea e quindi effettuare una scelta consapevole, avendo ben chiari anche i futuri sbocchi lavorativi.

Sul corso di laurea in scienze dell’educazione pesano a volte alcuni pregiudizi, del tutto ingiustificati ma che tuttavia gli aspiranti educatori sociali professionali si sentono ripetere spesso, non appena esprimono il loro interesse per questa facoltà. Alcuni la definiscono una laurea inutile, ma non c’è niente di più sbagliato.

Il corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione, classe di Laurea L-19, forma professionisti ai quali spettano enormi responsabilità, spesso sottovalutate, se non addirittura ignorate, dai non addetti ai lavori. Ecco allora 7 motivi per laurearsi in scienze dell’educazione che ti mostreranno l’importanza di questo corso di studi.

1. È un corso di studi ad ampio spettro

Da non confondere con il corso di laurea in scienze della formazione primaria (da scegliere se, per esempio, vuoi diventare maestra elementare) o quello in psicologia, il corso in Scienze dell’Educazione può vantare un numero di esami e di discipline di tutto rispetto all’interno del proprio piano di studi.

Sarebbe tuttavia un errore pensare che questa varietà rappresenti una scarsa specificità del corso di laurea: nel caso di Scienze dell’Educazione, questa molteplicità rappresenta una vera a propria ricchezza. Le materie affrontate nel corso di studi sono prevalentemente di stampo umanistico e vanno dalla psicologia alla sociologia, senza trascurare discipline come pedagogia, antropologia, filosofia, storia, ma anche materie metodologiche, artistiche, linguistiche, didattiche e giuridiche.

Non farti spaventare da questa lunga lista: l’offerta formativa ampia permette agli studenti di sviluppare, anche attraverso la frequenza di laboratori, un vero e proprio approccio analitico, che consente ai futuri professionisti di realizzare progetti educativi di sicuro successo.

2. Un corso di laurea che ti permette di conoscere te stesso

Man mano che seguirai i corsi, ti renderai conto di come l’approfondimento di alcune discipline modifichi la tua visione della vita e della realtà: questo significa che stai davvero frequentando il corso di laurea giusto per te.

Scienze dell’Educazione infatti è un percorso di studi adatto a chi vuole sfidare se stesso giorno dopo giorno, mettendo da parte ogni pregiudizio e mettendosi continuamente nei panni dello svantaggiato, cercando e sperimentato di volta in volta soluzioni che migliorino concretamente la vita delle persona: ed è proprio questo l’atteggiamento e il background dell’educatore sociale professionale.

3. Puoi iniziare a lavorare subito dopo la laurea in Scienze dell’Educazione

Non tutti lo sanno, ma dopo la laurea triennale in Scienze dell’Educazione si è già educatori professionali qualificati. Ovviamente  le mansioni che potrà svolgere un laureato triennale sono diverse rispetto a quelle che può ricoprire un laureato magistrale; in alternativa esistono anche dei master post-laurea che permettono di specializzarsi senza iscriversi ad un corso di laurea magistrale.

4. Hai una professionalità ben definita

Prima di proseguire per arrivare a parlare dei diversi sbocchi lavorativi, è bene fare una distinzione: non bisogna confondere l’educatore professionale formato presso le facoltà di Scienze dell’Educazione con uno proveniente dalla Lauree delle Professioni Sanitarie.

Quest’ultima figura professionale proviene da una classe di laurea completamente diversa, ossia la L-SNT/02 – Professioni sanitarie della riabilitazione, ma nonostante ciò esiste una notevole confusione, anche a livello normativo su questi due profili, in realtà molto diversi tra di loro.

Infatti i laureati in Scienze dell’Educazione sono degli educatori professionali in ambito socio-educativo, settore che può collaborare con quello socio-sanitario e riabilitativo, ma con il quale non deve assolutamente essere confuso.

Gli educatori sociali lavorano in realtà dove sono necessari processi di integrazione, socializzazione, riabilitazione psico-sociale a favore di soggetti in situazione di disagio. Questi professionisti possono lavorare sia in strutture pubbliche che private, negli asili nido, nelle ludoteche, nelle cooperative sociali per bambini, adulti e anziani, oppure presso il Ministero di Grazia e Giustizia (ad esempio nelle carceri minorili).

Questo percorso lavorativo fa per te se sei una persona motivata e ambiziosa, ma anche dotata di un grande spirito di sacrificio e una sincera vocazione per il lavoro sociale.

Infine, un’ultima doverosa precisazione: i laureati in Scienze dell’Educazione non sono maestri elementari, in quando non posseggono l’abilitazione per svolgere questa professione, almeno con la sola laurea triennale del nuovo ordinamento.

5. Hai numerosi sbocchi professionali

Gli sbocchi lavorativi della laurea in scienze dell’educazione sono numerosi e le possibilità di trovare lavoro dopo la laurea sono elevate.

In qualità di educatori e formatori, i laureati in scienze dell’educazione possono trovare uno sbocco lavorativo nei seguenti settori:

  • strutture educative prescolastiche, scolastiche ed extrascolastiche;
  • pubblica amministrazione ed enti locali;
  • servizi sociali, culturali e territoriali;
  • agenzie per le attività di volontariato;
  • servizi alla persona e all’infanzia:
  • aziende pubbliche e private;
  • organizzazioni dell’impresa sociale.

Secondo i dati di Almalaurea, la maggior parte degli impieghi (circa il 39%) ottenuti da laureati in scienze dell’educazione è rintracciabile nel settore dei servizi sociali e personali.

Alcuni esempi di figure professionali accessibili ad un laureato in scienze dell’educazione sono: educatore nei servizi per l’infanzia, educatore sociale e di comunità, tecnico del reinserimento e dell’integrazione sociale, assistente ai disabili, assistente sociale, educatore a domicilio, formatore.

6. L’educazione è un pilastro fondamentale della società

Questo punto è forse uno dei motivi più importanti per laurearsi in Scienze dell’Educazione, racchiude il significato più profondo di questo percorso di studi, che si traduce in un vero e proprio percorso di vita.

Il lavoro nel sociale è una vera e propria missione: lavorerai in situazione di grande disagio e sofferenza, ed è proprio in queste situazioni che sarai in grado di fare la differenza.

Se è vero che anche gli insegnanti sono educatori, il tuo compito sarà però diverso: tu sarai un esperto nei processi educativi e formativi di singoli, gruppo e comunità. Basti pensare all’etimologia della parola educare, che deriva dal latino “educere”, ossia “tirare fuori”. Il compito dell’educatore è quindi quello di stimolare e guidare la crescita della persona, dai bambini agli anziani, verso la responsabilità personale, l’autonomia e la socializzazione completa.

Non stiamo quindi parlando di formazione nozionistica o di insegnare le “buone maniere”, ma di un processo di valorizzazione della vita umana. Gli educatori sociali sono persone che credono fermamente nell’essere umano e lavorano alacremente per far sì che ogni individuo possa realizzarsi pienamente, come singolo e all’interno della società, ricoprendo un ruolo estremamente importante e delicato.

7. Puoi seguire i corsi anche online con Unicusano

L’Univesità telematica Niccolò Cusano offre un corso di laurea in Scienze dell’Educazione, sia triennale che magistrale. Scegliere Unicusano vuol dire avere la libertà di organizzare liberamente il proprio studio, perché non hai l’obbligo di frequenza delle lezioni. Tutti i materiali didattici, comprese le video lezioni, sono infatti disponibili sulla piattaforma di e-learning dell’ateneo, disponibile tutti i giorni, 24 ore su 24.

In questo modo potrai laurearti anche se hai già iniziato a lavorare, recandoti in università solo per sostenere gli esami.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Se stai per iscriverti all’università e stai valutando l’opzione di seguire i corsi offerti da un’ateneo online, sei nel posto giusto per orientarti nella scelta.

Abbiamo infatti realizzato una guida che raccoglie alcune delle recensioni su Unicusano, uno delle università telematiche più diffuse in Italia: in questa guida troverai opinioni e informazioni utile che i nostri studenti ex studenti hanno scritto sui diversi siti online, in modo da capire qual è l’università più adatta alle tue esigenze.

Guida alle recensioni dell’Università Niccolò Cusano

La scelta dell’università è una delle più importanti per il proprio futuro, pertanto è fondamentale informarsi accuratamente per trovare l’ateneo giusto per noi.

Uno dei modi migliori per informarsi e scegliere in modo consapevole è effettuare ricerche online, in modo da trovare le opinioni su università come Unicusano. Se poi queste recensioni sono scritte direttamente dagli studenti e ex studenti dell’ateneo, acquiscono ancora più valore, perché derivano da esperienze dirette e in prima persona.

Per aiutarti, in questa guida abbiamo raccolto le opinioni su Unicusano espresse dagli studenti che hanno frequentato l’ateneo.

Prima di iniziare, una breve panoramica sull’Università online Niccolò Cusano: l’ateneo ha sedi in tutto il territorio nazionale, inclusa la città di Benevento, e si avvale di una didattica basata su una metodologia e-learning, ossia sulla formazione a distanza. Nonostante il successo e l’ampia diffusione delle Università online, ad oggi ci sono ancora molti pregiudizi su questi atenei e c’è ancora chi vede nell’e-learning una formazione di scarsa qualità. Fortunatamente questi pregiudizi sono prontamente smentiti nelle recensioni Unicusano scritte dagli studenti, che al contrario individuano proprio nella formazione a distanza uno dei punto di forza dall’ateneo.

Il metodo e-learning Unicusano

recensioni su UnicusanoLa didattica a distanza è uno dei temi principali nelle opinioni su Unicusano espresse da studenti ed ex studenti. Leggendo le loro recensioni, emerge come i punti più apprezzati durante la loro esperienza universitaria sono essenzialmente due.

In primo luogo, uno degli aspetti più apprezzati dell‘e-learning è la possibilità di gestire in modo autonomo il proprio tempo, ad oggi forse una delle risorse più preziose che abbiamo a disposizione. Gli studenti Unicusano sottolineano come, grazie alla formazione a distanza, non si è vincolati dall’obbligo di frequenza in aula e perciò ognuno è libero di decidere quando dedicarsi alla studio e come organizzare il proprio apprendimento.

Inoltre, grazie alla piattaforma e-learning, si hanno sempre a disposizione, tutti i giorni e 24 ore su 24, video lezioni e materiali didattici, come sottolinea una studentessa in una recensione su Unicusano:

“Tutti i documenti che servono si trovano sulla piattaforma online.”

Basta avere un device con cui collegarsi e una connessione internet per avere sempre a disposizione tutto il necessario per lo studio.

Un altro dei punti di forza della formazione a distanza e dell’università Unicusano è la possibilità di conciliare lo studio con gli impegni lavorativi. Questo elemento è proprio alla base della nascita delle università online, il cui obiettivo è stato fin da subito consentire anche agli studenti lavoratori di ottenere una laurea. La formazione a distanza è quindi la scelta ideale per chi ha già iniziato a lavorare, ma non vuole rinunciare al sogno di laurearsi (o specializzarsi) e migliorare la propria posizione lavorariva.

Ed è proprio quello che sottolinea un’altra ex studentessa Unicusano:

“se lavorate o avete altri impegni che vi tolgono parecchio tempo, questo percorso è il giusto compromesso!”.

Flessibilità e autonomia sono quindi le caratteristiche che più apprezzano gli studenti Unicusano, che riescono a laurearsi senza rinunciare ai propri impegni.

La parola agli studenti: professori e tutor nelle opinioni su Unicusano

Un altro aspetto positivo che emerge leggendo le recensioni su Unicusano è la preparazione dei docenti che insegnano nell’ateneo. Gli studenti sfatano così il mito della scarsa qualità del corpo docente in un’università online e sottolineano non solo la presenza di professori di primo ordine, ma anche l’importanza dei tutor loro dedicati.

Il servizio di tutoraggio è infatti tra i più amati dagli studenti: il tutor è infatti una figura sempre a disposizione dello studente per consigli su metodo di studio e su come utilizzare al meglio la piattaforma di e-learning.

Gli sbocchi lavorativi dopo la laurea con Unicusano

Uno degli elementi più importanti da valutare nella scelta dell’università, insieme alla didattica e alla preparazione dei professori, riguarda le opportunità lavorative che si hanno dopo aver conseguito la laurea.

A questo proposito le recensioni su Unicusano da parte dei nostri ex studenti parlano chiaro: le possibilità di trovare lavoro dopo la laurea con Unicusano sono elevate.

Questo è possibile perché i corsi Unicusano sono studiati e strutturati per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, esigenze che i nostri specialisti conoscono direttamente, grazie ad un dialogo costante per l’ateneo e le aziende. Pertanto la formazione erogata non solo è di alta qualità ma anche allineata con le richieste del mondo del lavoro, che possono mutare nel tempo.

Inoltre, grazie al servizio post laurea “Stage & Job Opportunities” gli studenti possono acquisire nuove competenze, utili per entrare con successo nel mercato del lavoro. In questo modo Unicusano si impegna ad accompagnare gli studenti in tutte le fasi della loro crescita personale e professionale.

Le università online in Italia e Unicusano

Dopo questa carrellata di recensioni sull’Università telematica Niccolò Cusano, concludiamo la guida con un breve approfondimento sulle università online nel nostro paese.

Il Decreto del 27 aprile 2003, del Ministro del Lavoro, ha istituito formalmente le università online, Dopo questo riconoscimento ufficiale sono nate numerose università telematiche, il cui scopo primario è offrire agli studenti una formazione allineata ai nuovi ritmi di vita e alle esigenze del mercato del lavoro.

I titoli di laurea conseguiti presso gli atenei online sono equiparabili in tutto e per tutto a quelli degli atenei tradizionali, e consentono quindi anche l’accesso ad esami di Stato e concorsi pubblici.

Dal 2003 ad oggi sempre più studenti hanno scelto di laurearsi online frequentando corsi telematici. Le testimonianze raccolte dimostrano che Unicusano è considerata una delle migliori realtà accademiche italiane.

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Come leggere più velocemente? Le strategie da provare

Se sei uno studente universitario, avrai senza dubbio sentito parlare di alcune tecniche che insegnano a leggere più velocemente, senza per questo diminuire le capacità di comprensione.

Tutti possono imparare a leggere più velocemente, applicando alcune strategie legate alla lettura veloce, e quindi ottimizzare i tempi da dedicare allo studio. Sebbene ormai la si dia per scontata, leggere è una delle abilità più importanti per acquisire nuove conoscenze e accedere alle più svariate informazioni. Per studiare con profitto è necessaria un’ottima capacità di lettura, non necessariamente innata: questo processo può essere organizzato in modo produttivo, eliminando le distrazioni e acquisendo padronanza di alcuni metodi che ti aiuteranno ad ottimizzare le tue perfomance.

Vediamo allora alcuni consigli che ti aiuteranno a capire come leggere più velocemente e rendere più produttive le tue ore di studio.

Le strategie per leggere più velocemente

Le tecniche di lettura veloce sono l’ideale per ottimizzare i risultati. Attenzione però: leggere più veloce non vuol dire studiare di meno ma solo massimizzare il tuo impegno senza intaccare la comprensione e l’apprendimento.

Ecco allora come leggere più velocemente.

Metti alla prova la tua velocità di lettura

Prima di iniziare, la cosa più importante da fare è conoscere il tuo punto di partenza, quindi quanto velocemente leggi oggi. Esistono diverse quiz online che ti permettono di testare la tua velocità di lettura, ma la cosa migliore da fare è prendere autonomamente i tuoi tempi.

Per testare la tua velocità di lettura basta dotarsi di un cronometro (va benissimo anche quello integrato nello smartphone) e cronometrare la velocità con la quale leggi un testo.

Ecco i passi da seguire:

  • Prendi un libro qualsiasi (non per forza un testo universitario) e scegli un paragrafo da leggere
  • cronometra il tempo che impieghi per leggerlo tutto
  • conta il numero di parole che letto.

Ricorda di leggere alla tua velocità normale per non falsare i risultati del test. Fai il test su più paragrafi del libro in modo da avere un indicatore di tempo più accurato: utilizza questi risultati come confronto per monitorare il tuo tasso di miglioramento nel tempo.

La tecnica del puntatore

leggere più velocementeLa “tecnica del puntatore” riprende un gesto che molti di noi mettevano in atto da bambini, in età scolare, ma che poi è stato abbandonato durante la crescita. Questo metodo, introdotto da Evelyn Wood, pioniere della lettura veloce, consiste nel far scorrere l’indice lungo la pagina, seguendo la frase mentre la si legge. Questo semplice gesto può aiutare ad aumentare notevolmente la concentrazione e il ritmo di lettura.

Per usare questa tecnica in modo efficace, è importante muovere il dito, ossia la tua guida, in modo costante, senza fermalo o rallentarlo. Quindi, devi semplicemente far scorrere il dito da un lato all’altro del testo ad una velocità uniforme: in questo modo capirai subito quando ti distrai o ti blocchi.

Fai fare ginnastica ai tuoi occhi

Se vuoi aumentare la tua velocità di lettura, una delle metodologie da mettere in atto riguarda il movimento degli occhi.

Inizia a presentare attenzione al loro movimento, per capire quando li sposti indietro, poi avanti e poi di nuovo indietro. A lungo andare, questo movimenti aggiungono ore intere alla tua esperienza di lettura. Un esercizio che puoi fare, anche senza un libro, è quello di spostare gli occhi da sinistra a destra spostando contemporaneamente la testa. Mentre ti sposti, assicurati di tenere gli occhi aperti: la tua testa dovrebbe muoversi mentre gli occhi rimangono fermi.

Dopo aver guardato un pò di volte da sinistra a destra, ripeti l’esercizio, ma stavolta permetti ai tuoi occhi di muoversi seguendo il movimento della testa. I tuoi occhi dovrebbero rimanere centrati e non guardare a destra o a sinistra. Infine, mantieni la testa dritta e guarda con gli occhi a sinistra e a destra alcune volte.

Imparare questo movimento degli occhi ti permette di scansionare il contenuto del libro senza distrarti.

La tecnica dell’anteprima

Questa strategia è molto utile per farti un’idea di quello che troverai sul libro, in modo da contestualizzare al meglio parole ed espressioni. Questo ti permette di scorrere più velocemente nella lettura, senza fermarti a chiederti il contesto di alcune espressione.

Ecco come applicare questa strategia:

  • Leggi il titolo e il sottotitolo
  • Leggi la parte posteriore del libro
  • Osserva l’indice
  • Guarda immagini, grafici o tabelle
  • Scansiona elenchi puntati e parole in grassetto

La tecnica dei blocchi di parole

Questa è una delle tecniche per imparare la leggere più velocemente più diffusa e prevede l’acquisizione di una nuova abilità, quella di leggere gruppi di parole.

Leggere blocchi di parole è una competenza chiave per velocizzare la lettura: l’obiettivo di questa tecnica è ridurre il numero di interruzioni che gli occhi eseguono mentre leggi, leggendo appunto gruppi di parole e non parole singole. In questo modo la lettura sarà notevolmente più fluida.

Con il tempo e l’allenamento, l’occhio imparerà ad individuare le parole chiave di ogni paragrafo, ossia quelle che veicolano l’intero senso della lettura. Inoltre imparerai a saltare le parole di congiunzione e le ridondanza, che rallentano la lettura.

Come mantenere la concentrazione nella lettura veloce

L’obiettivo della lettura veloce non.è solo ottimizzare i tempi ma anche mantenere un livello ottimale di concentrazione.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario ridurre al minimo le distrazioni, allontanandoti dalle attività che potrebbero distoglierti dalla lettura: spengi quindi la televisione, la radio, il PC e il telefono cellulare. Assumi una posizione corretta, possibilmente su una sedia che ti permetta di poggiare i piedi a terra.

Atre strategie che potrebbero aiutarti a mantenere la concentrazione sono:

  • Prendere appunti mentre leggi:in questo modo di costringi a riflettere e interpretare ciò che leggi. Se trovi molto difficile o addirittura impossibile riassumere il testo in brevi note, probabilmente non hai afferrato completamente il senso del testo;
  • Porsi le domande giuste, prima di leggere: prendi nota delle principali domande a cui ti aspetti di trovare risposta nel testo. e mentre leggi, cerca di individuare queste risposte. Questo ti aiuterà ad organizzare il tuo pensiero e a memorizzare il significato che hai ricavato dal testo.

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Come utilizzare gli schemi per studiare? Gli approcci da seguire

Ogni studente ha la propria tecnica di studio e le proprie abitudini, che utilizza per imparare più velocemente e ottimizzare sia il tempo dedicato allo studio che le energie: dalla lettura veloce agli schemi per studiare, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Un metodo di studio efficace è alla base del successo universitario, ma è importante che tale metodo sia in linea con le attitudini e le esigenze personali di ogni studente. Una buona metodologia di apprendimento infatti non è necessariamente quella più diffusa o quella utilizzata da chi ottiene i risultati migliori: affinché sia valido un metodo di studio deve rispondere alle tue necessità e deve permetterti di ottimizzare le tue potenzialità e propensioni in tema di studio.

Tradotto, vuol dire che non esiste un metodo di studio valido per tutti. Ecco perché l’università Benevento Unicusano, in questo post ti offrirà qualche consiglio su una delle tecniche considerate tra le più efficaci per apprendere e assimilare al meglio i concetti di una materia: gli schemi per studiare, o la schematizzazione. Vediamo quindi quali sono gli schemi più utilizzati dagli studenti e come possono aiutarti nel tuo apprendimento: starà a te scegliere il migliore per le tue esigenze!

I vantaggi della schematizzazione

Quali sono i vantaggi di schematizzare un concetto, un capitolo o un intero libro di studio?

Il primo vantaggio è senza dubbio la possibilità tangibile di comprendere meglio e assimilare con più rapidità qualsiasi argomento.

In apparenza il processo di schematizzazione può sembrare piuttosto lungo: realizzare uno schema efficace per l’apprendimento richiede infatti una certa dose di impegno, che però sarà sicuramente ripagata sia in termini di qualità dello studio che di rapidità in fase di ripasso.

Alla base di uno schema di studio davvero efficace ci sono due aspetti fondamentali:

  • L’elaborazione dei concetti
  • La creazione di collegamenti logici.

Le fasi della schematizzazione

Il primo passaggio della schematizzazione prevede di familiarizzare con il testo da studiare, esaminando i titoli dei capitoli, dei paragrafi e dei sottoparagrafi presenti nell’indice. Questo primo passaggio ti permetterà di programmare lo studio in base al tempo a disposizione e alla quantità di argomenti da assimilare.

Dopo aver preso confidenza con il materiale da studiare, puoi passare alla fase operativa, ossia a leggere ed evidenziare le parti più importanti. Attenzione però a non cedere alla tentazione della sottolineatura selvaggia: evidenziare troppo testo vanificherebbe questo passaggio. Affinché la sottolineatura sia efficace è necessario evidenziare solo concetti e parole chiave, ossia quello che realmente contribuisce alla comprensione del testo.

A questo punto puoi passare alla realizzazione dello schema vero e proprio, che consiste nell’organizzare in modo ordinato e logico i concetti sottolineati.

Gli schemi per studiare più efficaci

Esistono diverse tipologie di schemi per lo studio: a seconda selle tue preferenze puoi scegliere tra schemi a cascata oppure mappe mentali, e decidere se avvalerti delle numerose app per creare schemi che trovi online oppure se ricorrere a carta e matita.

Schemi a cascata

schemi per studioLo schema a cascata è uno dei metodi principali per studiare i modo efficace e superare brillantemente gli esami.

Per capire di cosa si tratta basta pensare alla struttura dell’indice di un libro, suddiviso in titoli dei capitoli, dei paragrafi e dei sottoparagrafi.

Per realizzare uno schema a cascata il primo passaggio, il più importante e il più impegnativo, è individuare le parole chiave. Questa operazione consiste nel comprimere il testo identificando i concetti più importanti e sintetizzandoli in uno o due termini. A questo punto basterà riportare le parole chiave nello schema per avere a portata di mano i concetti chiavi della materia di studio: un vantaggio notevole in fase di ripasso, ma anche un processo che stimola il ragionamento e favorisce la comprensione degli argomenti.

Mappe mentali

Le mappe mentali rappresentano un’altra tipologia di schema la cui efficacia è comprovata sia come strumento di studio che come mezzo per il brainstorming all’interno di team lavorativi.

Le mappe mentali sono delle vere e proprie rappresentazioni grafiche di pensieri che stimolano la memoria, aiutano a velocizzare l’apprendimento e agevolano la comprensione di concetti complessi.

Realizzare una mappa mentale è molto semplice. Basta partire dall’argomento centrale della materia e scriverlo al centro del foglio, per poi sviluppare da questo tutte le ramificazioni. Si procede quindi per associazione di idee, un approccio che in fase di ripasso è estremamente utile.

Per potenziare ancora di più la capacità evocativa dell’associazione di idee è necessario aggiungere ad ogni ramo o parola della mappa delle immagini che rappresentino quel concetto o termine.

Gli elementi principali di una mappa mentali perciò sono:

  • Parole chiave
  • Ramificazioni (linee curve)
  • Collegamenti
  • Immagini
  • Colori

Per procedere più velocemente e con più immediatezza è consigliabile creare la mappa mentale in contemporanea con la lettura del testo, in modo da iniziare sin da subito a memorizzare il contenuto.

Consigli generali sugli schemi per studiare

Che tu preferisca le mappe mentali, gli schemi mentali o qualsiasi altro tipo di schematizzazione, ricorda sempre che lo schema è una sintesi.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per rendere davvero utili i tuoi schemi per lo studio:

  • Sii sintetico
  • Utilizza colori e forme differenti per creare gerarchie
  • Utilizza le immagini per creare ancoraggi mentali.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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